Covid, l'avanzata di Omicron scuote l'Abruzzo. Stuppia attacca la Regione

Covid, l'avanzata di Omicron scuote l'Abruzzo. Stuppia attacca la Regione
di Alessia Centi Pizzutilli
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Mercoledì 22 Dicembre 2021, 09:02

Mentre il governo è al lavoro sulle nuove restrizioni da introdurre durante il periodo delle feste, che verranno discusse in occasione della cabina di regia convocata per domani, in Abruzzo continuano ad aumentare i sospetti casi Omicron. «Ad oggi il 15% dei nuovi campioni positivi sequenziati sono Omicron», dichiara il professor Liborio Stuppia, direttore dei laboratori di Genetica molecolare-Test Covid dell'università di Chieti, dove è stato isolato il primo caso della variante in Abruzzo.

Intanto il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva sale ancora e supera la soglia limite del 10%, così come quello relativo all'area non critica (10%), a fronte di valori limite rispettivamente del 10 e del 15%. L'incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti arriva a 195 (soglia limite 50). Se per la zona gialla tutti e tre i parametri devono superare i livelli limite, al momento solo quello relativo ai ricoveri in area non critica è ancora compatibile con la zona bianca. I numeri, seppur in peggioramento, confermano l'efficacia della campagna vaccinale. L'ultima volta che l'incidenza del contagio era a valori analoghi a quelli odierni, il dato sui ricoveri era tra le quattro e le cinque volte superiore rispetto a quello attuale.

I nuovi casi tornano a superare quota duecento. Inoltre, con i cluster registrati in diverse scuole abruzzesi e lo spettro della Omicron, il lavoro nei laboratori di Chieti ha subito una crescita esponenziale, al limite della forza della struttura universitaria stessa. A lanciare l'allarme è proprio il direttore: «Siamo andati oltre ogni limite sopportabile. È inutile che ci continuano a sommergere di tamponi, esiste un limite in termini di quantità di campioni da analizzare quotidianamente», spiega Stuppia, che ieri mattina ha partecipato a un incontro in Regione per informare anche i vertici istituzionali della problematica. «Abbiamo spiegato che è inutile fare simulazioni di aumenti a tremila tamponi al giorno, noi faremo ciò che possiamo fare ma poi ci si deve rendere conto quando si va fuori scala - aggiunge - Sequenziamo 300 tamponi al giorno solo per le scuole e questo si traduce in oltre 3 ore al giorno in più di lavoro».

«Noi siamo università che sta dando una mano al territorio, non siamo tenuti a fare le analisi, abbiamo anche il nostro lavoro: abbiamo la didattica e la ricerca, non ci si può chiedere ancora di più. In questo la governance Asl ci sta aiutando, ma serve rispetto da parte di tutti. Dopo aver fatto una riunione in Regione e aver detto che più di 1.500 tamponi al giorno non li possiamo analizzare, oggi ne arrivano 2.500, ma stiamo scherzando? Non è possibile, non si lavora a questi ritmi - tuona il professor Stuppia - Stiamo tenendo botta, ma dopo oggi no: non è colpa della gestione Asl, ma di un sistema che vive di vita propria. Se ho un reparto con 30 posti letto e mi mandano 50 malati, gli altri 20 dove li metto? È la stessa cosa per noi, se abbiamo detto che il nostro massimo è 1.500 e loro ne mandano 2.500, come li facciamo se non abbiamo le macchine per farne quella quantità? Il personale e le macchine sono dell'università, lavoriamo a premialità zero pretendiamo solo il rispetto per il nostro lavoro».

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