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Abruzzo arancione, Speranza e Boccia diffidano Marsilio: «Revochi l'ordinanza»

Abruzzo arancione, i ministri Speranza e Boccia diffidano Marsilio: «Revoca l'ordinanza»
6 Minuti di Lettura
Lunedì 7 Dicembre 2020, 13:37 - Ultimo aggiornamento: 17:41

I ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia hanno diffidato Marco Marsilio, il presidente della Regione Abruzzo, invitandolo a revocare l'ordinanza con cui ha dichiarato l'uscita dalla zona rossa. Il documento, che colloca l'Abruzzo in zona arancione, sta provocando un vero scontro istituzionale.

«La invitiamo e diffidiamo a revocare ad horas l’ordinanza regionale n. 106 del 6 dicembre 2020 - si legge nella lettera - ricordandoLe le gravi responsabilità che potrebbero derivare dall’applicazione delle misure da Lei introdotte riguardo alla salute dei cittadini abruzzesi. Ci riserviamo, in mancanza, di intraprendere ogni iniziativa, anche giudiziaria, per garantire l’uniforme applicazione delle misure volte alla gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e salvaguardare, in particolare, il bene primario della salute delle persone». Questo il passaggio più forte della lettera congiunta dei ministri della Salute e degli Affari Regionali.

Cosa è successo? La Regione Abruzzo ha deciso con un provvedimento autonomo di riclassificarsi come zona arancione mentre i 21 parametri che misurano il livello di rischio delle regioni l'avrebbero circoscritta come zona rossa. Il presidente abruzzese Marco Marsilio perciò ha firmato un'ordinanza che da oggi pone il territorio abruzzese in zona arancione. Il provvedimento è stato accolto con molto favore dai negozianti e anche dal sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi. «Il ritorno in zona arancione dell'Abruzzo è un segnale positivo per tutte quelle attività commerciali che da settimane fanno i conti con chiusure rigorose che hanno generato un drastico calo di vendite e fatturati. L'ordinanza del presidente, Marco Marsilio, si inquadra proprio nell'ottica di concedere, in concomitanza con il ponte dell'8 dicembre, che generalmente segna l'avvio degli acquisti e delle iniziative natalizie, una boccata d'ossigeno a tanti piccoli imprenditori così come già avvenuto in altre realtà d'Italia», dichiara il sindaco Biondi. «Un'iniziativa intrapresa sia alla luce di dati sanitari confortanti in riferimento alla curva dei contagi sia rispetto alla complessità di una regione che oltre alla pandemia sconta ancora gli effetti negativi di due terremoti. Sarà un Natale diverso dagli altri, difficile forse come solo quello che all'Aquila abbiamo vissuto nel 2009, e l'auspicio è che in tempi complessi come quelli che stiamo vivendo prevalgano concordia e buon senso». «Ognuno dovrà fare la sua parte, sarà indispensabile che i cittadini rispettino rigorosamente norme e regole di comportamento, nonostante le festività natalizie tradizionalmente rappresentino un momento di condivisione e socialità. Per questa ragione, come di consueto, la Polizia municipale collaborerà con le forze dell'ordine per assicurare il diligente rispetto delle disposizioni emanate per contenere la diffusione del contagio da coronavirus» conclude il primo cittadino.

Per il governo è stata una scelta azzardata e comunque non corretta, per questo si va verso l'impugnazione dell'ordinanza annunciata nella lettera che i ministri hanno scritto al governatore Marsilio.

Ecco il testo integrale della lettera:

«Caro Presidente,

si fa riferimento all’ordinanza regionale n. 106 del 6 dicembre u.s., con la quale è stata disposta l’applicazione, sul territorio della Regione Abruzzo, delle misure di cui all’articolo 2 del d.P.C.M. 3 dicembre 2020, con conseguente classificazione della stessa Regione in “zona arancione”. L’ordinanza regionale suddetta nel disporre l’applicazione sul territorio regionale abruzzese delle misure di prevenzione della diffusione del virus COVID19 di cui all’art. 2 del DPCM 3 dicembre 2020 viola l’art. 1 dell’Ordinanza del Ministro della Salute del 5 dicembre 2020 che, classificando la Regione Abruzzo come Regione rientrante nello “scenario di tipo 4” e con un livello di rischio alto” (c.d. Zona Rossa), dispone l’applicazione sul territorio abruzzese delle più stringenti misure di prevenzione di cui all’art. 3 del suddetto DPCM 3 dicembre 2020. Al riguardo, si rappresenta che, ai sensi della normativa vigente, l’applicazione delle misure relative ad uno scenario inferiore (“zona arancione”) consegue all’accertamento della permanenza per quattordici giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive (“zona rossa”), come verificato dalla Cabina di regia.

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Con riferimento alla Regione Abruzzo, la competente Cabina di regia, nel monitoraggio del 20 novembre u.s. – prendendo atto che la Regione si collocava da 3 o più settimane a livello di rischio alto – denotava “criticità compatibili con un possibile aumento della trasmissibilità nel breve termine che potrebbe a sua volta collocare la Regione in uno scenario più elevato. Tali considerazioni, secondo un principio di precauzione, raccomandano l’opportunità della misura più restrittiva nella Regione Abruzzo”. Veniva, pertanto, adottata l’ordinanza 20 novembre u.s., con la quale – a decorrere dal 22 novembre u.s. – si applicavano alla Regione le misure di cui all’articolo 3 del d.P.C.M. 3 novembre 2020. Solo in data 27 novembre è stata, per la prima volta, accertata una riduzione dello scenario epidemico, poi confermata dal monitoraggio del 4 dicembre quale effetto diretto delle misure restrittive aggiuntive, pertanto – ad oggi - non si è verificata la condizione di cui all’articolo 1, comma 16-ter, del decreto-legge n. 33 del 2020, che ai fini di una nuova classificazione, richiede “l’accertamento della permanenza per 14 giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive, effettuato ai sensi del comma 16-bis, come verificato dalla Cabina di regia”.

Si evidenzia peraltro che, come riconosciuto nel verbale della Cabina di Regia del 4 dicembre 2020, l’anticipazione delle misure adottate dalla Regione Abruzzo con l’ordinanza 102 del 18 novembre 2020, avrebbe potuto consentire la consumazione dell’intero periodo previsto per la declassificazione di cui alla normativa richiamata, non prima di mercoledì 9 dicembre. Tutto ciò premesso, La invitiamo e diffidiamo a revocare ad horas l’ordinanza regionale n. 106 del 6 dicembre 2020, ricordandoLe le gravi responsabilità che potrebbero derivare dall’applicazione delle misure da Lei introdotte riguardo alla salute dei cittadini abruzzesi. Ci riserviamo, in mancanza, di intraprendere ogni iniziativa, anche giudiziaria, per garantire l’uniforme applicazione delle misure volte alla gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e salvaguardare, in particolare, il bene primario della salute delle persone».

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