Video-poker e slot, è allarme:
"I viterbesi ne sono schiavi"

Venerdì 17 Maggio 2013 di Federica Lupino
VITRBO - L'acronimo è Gap, gioco d'azzardo patologico. Ne soffre a Viterbo tra il 3 e il 6% della popolazione. Parliamo di migliaia di persone che buttano i loro soldi tra gratta e vinci, lotterie, scommesse sportive, giochi online. Ma il vero boom è quello delle slot-machine e dei video-poker.
Dietro il gioco d’azzardo sono infatti molti gli interessi, e non sempre leciti. «Ci confidano - racconta - di prestiti chiesti a usurai. Ci raccontano di esercenti a cui vengono fatte pressioni dalla malavita per truccare le macchinette». Tant'è che il Sert mette a disposizione per consulenze legali l'assistenza della Lega Consumatori. Intanto, per arginare il fenomeno negli uffici Asl si sta lavorando al premio sociale "Luoghi liberati dal gioco d'azzardo", ovvero una sorta di bollino etico da assegnare a quanti rinunceranno alle slot nei propri locali.



Qualcosa a Viterbo si muove comunque. Il sindaco Giulio Marini proprio questa mattina proporrà una delibera di giunta con cui si vieta l'apertura di sale giochi nei locali che Palazzo dei Priori affitta ai privati.



L'inchiesta integrale sull'edizione odierna del Messaggero di Viterbo


Ultimo aggiornamento: 11:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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