Falsi ricoveri, negli ospedali
diecimila ticket evasi

Mercoledì 13 Novembre 2013
PERUGIA - La calcolatrice dei carabinieri del Nas non si ferma piý.

E nell’inchiesta che racconta la brutta abitudine di fare le analisi gratis con la copertura di ricoveri che poi sono risultati fasulli, c’√® un altro numero super che fa il paio con gli altri. Stavolta il conto dice dei ticket. Sarebbero diecimila quelli evasi aggirando le prenotazioni al Cup grazie al medico amico o all’infermiere parente.

La calcolatrice ancora sta battendo i numeri, e diecimila √® una traguardo che gli inquirenti ritengono plausibile. Nell’indagine pi√Ļ grande sul mondo della sanit√† dell’Umbria, infatti, il traguardo, tutt’altro che invidiabile, viene raggiunto non solo con il danno secco per le casse della sanit√†, ma anche con procedure sul filo dell’irregolarit√† che sono state valutate nel corso dell’inchiesta. Per esempio sarebbero emersi passaggi non chiari anche per chi sul fronte dei ticket √® esentato quando ci sono paricolari prestazioni post ricovero. Prestazioni che non sarebbero finite nella contabilit√† della sanit√† regionale in maniera corretta. Ecco perch√© si arriva a diecimila.

Quel numero adesso non √® soltanto al vaglio delle Procure dell’Umbria che hanno certificato, fino a oggi, 564 indagati tra medici, infermieri (sono 372 i sanitari) e pazienti (in totale 192) per il trucco dei falsi ricoveri fatto per non pagare le prestazioni ambulatoriali, in testa le analisi del sangue.

Quel numero (diecimila) √® finto anche dentro una cartellina della Corte dei Conti. Cio√® un’inchiesta doppia che sta portando avanti il procuratore Stefano Castiglione e che ha avuto un primo passaggio caldo per l’indagine che riguarda gli abusi negli ospedali di Orvieto, Narni e Amelia. I primi a fare i conti con la magistratura contabile sono stati in 35, ma l’andamento non lento dell’indagine far√† salire anche quel numero quando la magistratura contabile metter√† mano definitivamente al lavoro delle Procure di Perugia e Spoleto che hanno in mano il grosso dell’indagine condotta dai carabinieri del Nas guidati dal capitano Marco Vetrulli.

Ma c’√® un altro capitolo della strana vicenda degli esami clinici fatti senza pagare un centesimo di ticket. E √® quello dei provvedimenti disciplinari aperti dalle aziende sanitarie che sono state truffate dai propri dipendenti. Alcuni sindacati hanno raccolto la richiesta di assistere i loro iscritti. Per esempio in quest’ottica si sono mossi la Cgil e la Uil, che, tra gli altri, hanno investito del caso i legali Doretta Bracci e Massimo Perari.

Braccio di ferro perch√©, sul fronte difensivo, √® stato richiesto, in diversi casi, un rinvio del procedimento in attesa che venga chiusa l’indagine penale e che vengano inquadrate, in maniera definitiva, le eventuali responsabilit√†. Eccezioni preliminari, per√≤, che le aziende sanitarie truffate, non hanno accettato. E cos√¨, c’√® chi non ha potuto far altro che patteggiare il provvedimento disciplinare.

Un passaggio molto delicato perch√©, per le difese, significa, di fatto, un’ammissione di responsabilit√† che va a di l√† del dover pagare la prestazione “scroccata” con il gioco del falso ricovero. Una volta saldato il conto, posto che il rinvio della procedura disciplinare non venga accettata, √® l’azienda sanitaria che decide quale provvedimento adottare. Provvedimento disciplinare che pu√≤ essere commisurato a quante volte il dipendente ha usufruito (anche per amici e parenti) delle prestazioni senza pagare il ticket. E che pu√≤ avere un peso anche sull’indagine penale. Ultimo aggiornamento: 14 Novembre, 09:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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