Piediluco, un lago da medaglia d'oro
nasce un comitato per Roma 2024

Giovedì 11 Dicembre 2014
TERNI - Se le Olimpiadi 2024 si faranno a Roma, Piediluco deve giocarsi ogni carta per non perdere un’occasione storica. La sfida la lancia l’ex assessore ai lavori pubblici del comune di Terni, Alberto Pileri, che sta costituendo un apposito Comitato per appoggiare la candidatura di Piediluco, quale luogo ideale dove svolgere le gare di canottaggio delle prime Olimpiadi delocalizzate della storia; che il presidente del consiglio, Matteo Renzi, vuole portare a Roma. Il premier farà l’annuncio ufficiale il 15 dicembre nel salone d’onore del Coni a Roma, in occasione della cerimonia per la consegna dei Collari d’Oro.



«È un’opportunità che dobbiamo giocarci, le carte in regola ci sono» attacca Pileri che in queste ore sta costituendo il Comitato Amici di Piediluco per le Olimpiadi di Roma 2024. Le regole sono cambiate. Il Cio (Comitato internazionale Olimpico), infatti, ha stabilito che dal 2024 le gare delle varie discipline sportive potranno svolgersi anche in città diverse da quella che ospita i giochi. «A Piediluco - dice l’ex assessore ai lavori pubblici - c’è il migliore centro di canottaggio d’Europa per leggerezza dell’acqua e protezione dei venti».



Ma c’è già chi ha lanciato l’idroscalo di Milano, come palcoscenico per le gare di canottaggio, affermando che Piediluco è fuori mano rispetto a Roma. Argomenti che Pileri smonta pezzo per pezzo. «A Milano - spiega - hanno già avuto l’Expo, mentre in fatto di infrastrutture Piediluco è tutt’altro che fuori mano rispetto a Roma. Non solo è quasi ultimata la Terni-Rieti, main programma c’è anche la trasformazione della Salaria in superstrada».



Ma ci sono anche Castel Gandolfo e Sabaudia tra le possibili concorrenti di Piediluco. Località che vantano una vicinanza non solo geografica, ma anche politica con Roma. «Nel primo caso - osserva Pileri - il bacino di Castel Gandolfo non risponde più ai parametri tecnici del Cio, mentre per quanto riguarda Sabaudia c’è da fare i conti con i venti che soffiano dal mare». Per Pileri, insomma, Piediluco ha tutte le carte in regola per entrare nella galassia di Roma2024.



Tra i punti di forza il fatto che la stessa Federazione italiana di canottaggio ha scommesso molto sulla frazione lacustre di Terni, con l’attuale presidente Giuseppe Abbagnale grande estimatore di Piediluco, così come lo sono stati alcuni dei suoi più quotati predecessori: il compianto Paolo D’Aloja e Gianantonio Romanini. Altre credenziali da mettere sul tavolo, per Pileri sono: «il centro remiero, il circolo canottieri e le aree già acquisite in passato dal Comune». Certo, non è tutto così semplice, e l’ex assessore ai lavori pubblici lo sa bene: «Bisogna adattare gli impianti in base alle nuove regole del Cio. Dunque si dovranno fare degli investimenti per sistemare il campo di regata, la torre e le tribune. Sarà anche necessario portare la banda larga a Piediluco per i collegamenti digitali. Inoltre, vanno superati i problemi burocratici che ogni volta rendono difficile l’organizzazione delle gare». Ostacoli che si possono superare agevolmente. Lo spirito da ritrovare è quello del 2000 quando il Comune di Terni iniziò a investire sul lago, riportandolo alla ribalta nazionale.



«Si attivi il Comune e la Regione, ma anche la Fondazione Cairt» è l’invito di Pileri che fa i primi nomi delle persone che aderiranno al comitato: «C’è Boccolini che è stato l’assessore allo sport che ha lanciato il memorial D’Aloja, l’ex presidente del Coni Massimo Carignani e il presidente del circolo Canottieri Fabrizio Di Patrizi». La sfida è lanciata.
Ultimo aggiornamento: 20:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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