LUCA PARMITANO

Luca Parmitano, primo italiano a spasso nello spazio: intervista esclusiva

Martedì 21 Maggio 2013 di Paolo Ricci Bitti
L'astronauta italiano Luca Parmitano
ROMA - Il quadretto “Casa dolce casa” lo potrŗ appendere subito a destra nell’ingresso. Davanti alla porta, invece, niente zerbino: volerebbe via, perch√© il maxicamper in cui andr√† ad abitare e lavorare Luca Parmitano viaggia a 28mila chilometri orari. Sembra un film montato alla rovescia, ma il sesto astronauta tricolore decoller√† da Baikonur (Kazakistan) il 28 maggio su una Soyuz russa per attraccare sei ore dopo alla Stazione spaziale internazionale e ritrovarsi cos√¨ esattamente in Italia.



Ormai pi√Ļ della met√† dei moduli abitativi pressurizzati del laboratorio √® "made in Italy" dalla progettazione alla costruzione?

¬ęS√¨ – racconta il pilota siciliano al telefono da Star City a Mosca, in sottofondo le vocine allegre delle figlie Maia e Sara, 3 e 6 anni – Mi ritrover√≤ in orbita circondato da tecnologia italiana, segno che il nostro settore della ricerca e dell’industria e il coordinamento dell’Agenzia spaziale italiana hanno sempre pi√Ļ crediti nel ristretto club dei paesi che si occupano di spazio. Il ruolo dell’Italia, evidente anche nell’ideazione degli esperimenti, √® importante sia nella realizzazione dall’A alla Z di parti della stazione, sia quale paese guida di molti progetti dell’Agenzia spaziale europea, ad esempio la Cupola, il luogo pi√Ļ spettacolare dell’Iss¬Ľ.



Gi√†, √® la bow window con la pi√Ļ grande finestra (80 cm di diametro) finora mai costruita per lo spazio: il posto migliore per godersi le 16 albe e i 16 tramonti riservati ogni 24 ore ai pur indaffaratissimi inquilini della stazione vasta come un campo di rugby. Poco il tempo libero dunque nei 180 giorni della missione?

¬ęPochissimo. La nostra giornata √® molto piena: ci sono da seguire oltre 150 esperimenti scientifici, c’√® da curare e sviluppare la parte tecnologica della stazione e infine ci sono compiti legati ai futuri scenari esplorativi che gi√† adesso creano i presupposti per raggiungere nei prossimi anni altri pianeti¬Ľ.



Il tempo per un paio di passeggiate, però, lo troverà.

¬ęS√¨, sposter√≤ radiatori, sistemer√≤ telecamere, recuperer√≤ moduli per esperimenti piazzati all’esterno della stazione¬Ľ.

Ma tutte queste faccende non cancelleranno mica l’emozione di galleggiare nello spazio protetto solo dalla tuta? Non era mai capitato a un italiano e non per niente la sua missione si chiama “Volare”.

¬ęMacch√©, ci mancherebbe, non vedo l’ora: per chi, come me, ama da sempre staccare l’ombra da terra, sembra gi√† il massimo decollare per lo spazio, poi mi √® capitato il privilegio delle “passeggiate”. Vi racconter√≤ che cosa vuol dire muoversi “in libert√†” nello spazio dopo averlo sognato fin da bambino e dopo essermi fatto tante volte la domanda “chi c’√® a guardarci da cos√¨ in alto?”¬Ľ.



Ha detto privilegio?

¬ęS√¨, e aggiungo anche responsabilit√†. In queste missioni si rappresenta la propria nazione e migliaia di persone che lavorano nelle aziende e nelle universit√†. Quindi ci si allena per anni, ci si fa centrifugare, si passano giorni in piscina con la tuta e sempre con il massimo impegno per rispettare le aspettative e far fruttare gli investimenti. E poi noi astronauti abbiamo anche un compito educativo...¬Ľ.



In cattedra nello spazio?


¬ęNei tanti incontri con gli studenti organizzati dall’Asi si scopre che dietro al fascino dello spazio, dietro alla domanda “Come si diventa astronauti?” c’√® in realt√† il nostro futuro. Ai ragazzi tento di dimostrare che la passione per lo studio, per un’impresa, √® la chiave per la riuscita della propria esistenza e con la possibilit√† di aiutare il progresso¬Ľ.



A costo di enormi investimenti.


¬ęChe daranno enormi risultati. Che cosa si aspetta chi pianta il seme di una quercia? Con queste missioni contribuiamo a costruire un futuro migliore e non solo perch√© con il lavoro di oggi qualcuno domani potr√† andare su Marte. Grazie agli esperimenti sulla Stazione spaziale si stanno raccogliendo importanti risultati ad esempio per la medicina, vedi le cure per l’osteoporosi, dato che in assenza di peso le ossa si indeboliscono. E poi si lavora per migliorare la lotta all'inquinamento, per scoprire nuovi carburanti ecologici con test che possono essere eseguiti solo in assenza di gravit√†. Per i frutti di tanti di questi esperimenti sar√† necessario attendere anni, forse decenni, ma √® questo il modo di procedere della ricerca che non si pu√≤ fermare¬Ľ.



Nemmeno un po’ di paura? Lei √® sposato e ha due figlie.

¬ęCon la paura si impara a convivere gi√† per diventare pilota militare. E si impara anche a condividere questa esperienze con la famiglia. Le mie figlie fanno un sacco di domande, √® meravigliosa la loro curiosit√†¬Ľ.



Sull’Iss ci sono i doppi servizi, ma non la doccia; il menu, nonostante la location, non vale nemmeno una stella, per non dire dei rifiuti liquidi che vengono riciclati e riusati come acqua potabile.

¬ęCi si abitua, ci si abitua. E poi l√† trover√≤ anche una chitarra¬Ľ.



Giusto, abbiamo visto e sentito il suo collega Chris Hadfield cantare Space Oddity con cosmici commenti di David Bowie.

¬ęChris √® bravissimo, io replicher√≤ con Dalla, Battisti e i Litfiba. Suonare la chitarra mi ha aiutato parecchio durante le fasi pi√Ļ dure dell’addestramento¬Ľ.

Allora aspettiamo “Futura” di Lucio Dalla: da lass√Ļ non sarebbe male.



CHI E' LUCA PARMITANO

E' nato 36 anni fa a Patern√≤, √® sposato con Kathy e ha due figlie di 3 e 6 anni. Si √® diplomato al liceo scientifico Galilei di Catania e si √® laureato in Scienze Politiche a Napoli frequentando al tempo stesso l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli. Nell’Arma azzurra ha raggiunto il grado di maggiore e conta oltre 2.000 ore di volo con abilitazione al pilotaggio di 20 modelli tra aerei ed elicotteri. Fa parte degli astronauti dell’Agenzia spaziale europea dal 2009.

LA STAZIONE ISS

La Stazione spaziale internazionale (Iss) √® vasta come un campo di rugby, pesa 500 tonnellate ed √® in orbita, con il suo nucleo primario, dal 1998. Dal 2000 √® abitata senza soste (fino a 8 astronauti) e l’anno prossimo dovrebbe essere completata per restare in esercizio fino al 2028. Visibile a occhio nudo dalla Terra, viaggia a una velocit√† media di quasi 28mila chilometri orari ad un’altezza che varia tra i 278 e il 460 chilometri. Compie 16 volte al giorno un’orbita completa. Alla realizzazione e al funzionamento del grande laboratorio di ricerca scientifica contribuiscono Nasa (Usa), Rka (Russia), Esa (Europa, ovvero Italia, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Norvegia, Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Svizzera), Jaxa (Giappone) e Csa (Canada). I costi stimati dell’Iss sono di circa 100 miliardi di euro nei 30 anni di attivit√†.



GLI ASTRONAUTI ITALIANI

Il primo astronauta italiano √® stato Franco Malerba il 31 luglio 1992. Poi tocc√≤ a Umberto Guidoni, Maurizio Cheli, Paolo Nespoli e Roberto Vittori. E dopo Luca Parmitano sar√† la volta, l’anno prossimo, di Samantha Cristoforetti, la prima astronauta tricolore. Parmitano diventer√† inoltre il primo astronauta italiano ad aver compiuto una passeggiata nello spazio e a restare per sei mesi in orbita.


Ultimo aggiornamento: 24 Maggio, 14:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA