La figlia di Wanna Marchi: «Noi criminali? No, coglioni e cornuti quelli che ci davano i soldi»

Sabato 21 Novembre 2015 di Francesco Padoa
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«Noi criminali? La differenza tra le "Vanne Marchi", come ci chiamano, e i criminali di oggi è che noi chiedevamo i soldi e ce li davano.

Adesso invece se li prendono e basta. Eravamo meglio noi. E se io ti chiedo i soldi e tu me li dai, il coglione sei tu». Così Stefania Nobile, figlia di Vanna Marchi a La Zanzara su Radio 24. E aggiunge la Nobile: «Vogliamo dire che vengono praticati sconti di pena a questo e a quell'altro, che son tutti liberi, c'è gente che va in discoteca e a fare i fenomeni e in galera ci siamo andate solo io e mia madre?». «Non chiederemo mai scusa - aggiunge - abbiamo pagato la nostra pena. Ci sono persone che ne hanno fatte di tutti i colori e si lavano la coscienza con una parolina: scusa».

E delle vittime dei loro raggiri, dice: «Sono dei furbi! Hanno speso 100mila lire dell'epoca e si son visti risarcire dei patrimoni. Che conseguenze hanno subito? Malati? Ma nessun malato chiama i maghi, erano tutti cornuti o volevano sapere altre cose».

LA LIBERTA'

A 73 anni Vanna Marchi è da pochi giorni una donna libera: ha infatti finito di scontare la pena e contestualmente, con pronunciamento notificato

il 30 ottobre scorso, il magistrato di Sorveglianza di Milano ha accolto l'istanza dei legali per la libertà anticipata. Cessa così per lei l'espiazione della pena principale e di tutte quelle accessorie. Coinvolta in diversi processi e condannata in via definitiva per associazione a delinquere, truffa e bancarotta, grazie all'indulto e al riconoscimento, da parte della Cassazione, della continuazione dei reati, si era vista la pena ridotta a quattro anni e mezzo. Dopo un primo arresto nel 2002, tornò in carcere nel 2009, poi un anno dopo ottenne la semilibertà e tornò al lavoro. Poi ci fu la sospensione dell'esecuzione chiesta e ottenuta nel 2012 per accudire la figlia Stefania all'epoca malata e anche lei, nel frattempo, divenuta completamente libera, da ottobre 2013. Quindi il periodo di affidamento in prova. «Io e mia figlia siamo state le uniche che abbiamo pagato. E abbiamo pagato in modo molto salato. Non voglio però guardare indietro, vorrei parlare del futuro», dice l'ex 'regina delle televenditè, senza sbilanciarsi troppo sui dettagli, «perchè non voglio sembrare megalomane. Ma sono piena di progetti».

IL FUTURO

Ora può pianificare il futuro, compreso il suo ritorno in televisione: «Sono felice e farò tante belle cose. Prima di tutto, un programma notturno dalle 23 alle 24», dice la televenditrice più famosa d'Italia, raggiunta telefonicamente nel bar-ristorante della figlia Stefania Nobile, 'La Malmaison' in via Torriani a Milano. Nel locale ha lavorato nell'ultimo periodo, in cui era affidata in prova ai servizi sociali. Già in diversi l'hanno contattata per "ospitate" televisive, ma sembra più che altro volere un programma tutto suo. Lei, che prima di finire in disgrazia aveva conquistato il pubblico a suon di «d'accordo?» gridati durante le vendite in tv, non può proprio rinunciare allo schermo. Ad un videomessaggio, non a caso, aveva affidato l'ultimo appello insieme alla figlia, registrandolo poco prima di lasciare la villa sull'Appennino di Imola, per essere portare al carcere della Dozza di Bologna, nel 2009: «Non spegnete i riflettori su Vanna Marchi dopo averla spremuta per 30 anni. Perchè Vanna Marchi è la televisione».

Ultimo aggiornamento: 10 Novembre, 17:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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