ROMA

I vigili: «Le nuove radio attirano il ferro, è a rischio la salute di tutti noi»

Giovedì 30 Gennaio 2014 di Riccardo Tagliapietra
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«Per pescare le monetine a Fontana di Trevi basterà usare le nuove radio dei vigili». Con una punta di sarcasmo, Mauro Cordova presidente dell’Arvu, l’associazione europea di polizie locali, lancia l’allarme. Sul banco degli imputati le nuove radio con gps del sistema Tetra in dotazione alla polizia locale Roma Capitale. Alcuni apparecchi diventano magnetici, spiega Cordova, facendo attaccare alla scocca della ricetrasmittente tutto ciò che è metallico. Le radio Motorola Mth 800 sono state fornite al personale lo scorso dicembre. Si tratta di ricetrasmittenti collegate a un sistema di comunicazione all’avanguardia usato in campo internazionale, denominato Tetra, che ottimizza il servizio attraverso il controllo satellitare, per un migliore e più celere impiego delle pattuglie. A tutto vantaggio della cittadinanza, avevano spiegato dal Campidoglio, e con maggiori garanzie per la sicurezza degli agenti in servizio. I vantaggi sono evidenti, a cominciare dalla possibilità di comunicare in via digitale, trasmettere e ricevere testi e immagini, accedere a servizi di cartografia. E soprattutto per la rapidità di lanciare un allarme e di essere rintracciabili in qualsiasi momento. In via teorica è perfino possibile creare gruppi di ascolto interforze, per coordinare l’azione sul territorio. Ma ora quegli stessi apparecchi fanno saltare sulla sedia gli operatori.



LA CENTRALE OPERATIVA

«Ci sta sorgendo il dubbio - commenta Cordova - che si creino dei campi elettromagnetici e se così fosse altamente dannosi per la salute degli operatori e dei cittadini che vengono a diretto contatto per qualsiasi motivo con i vigili urbani». Ma non è tutto. «C’è giunta notizia che un paio di appartenenti al Corpo, che hanno parcheggiato nel cortile interno del Comando, in via della Consolazione, sotto le finestre della Centrale operativa - dice il sindacalista - durante la giornata hanno notato strani fenomeni come quello dell’accensione delle luci dell’autovettura senza motivo». Uno degli agenti, credendo che tale anomalia fosse un difetto di fabbrica ha portato l’autovettura a fare dei controlli presso il concessionario che non riscontrava alcuna anomalia. «Riparcheggiando l’autovettura nella medesima posizione - aggiunge Cordova - notava lo stesso difetto, mentre in altri parcheggi il problema non si è mai verificato».



LA RICHIESTA

Il presidente Cordova chiede l’intervento urgente delle autorità preposte alla tutela e sicurezza dei luoghi di lavoro. E in attesa di tale intervento, chiede al Comandante, Raffaele Clemente, di emanare circolare interna affinché tutti gli operatori vengano messi nelle condizioni di usare l’apparato radio soltanto per richieste urgenti alla centrale operativa, tenendo gli apparati spenti durante il servizio, o in alternativa in attesa di verifica il ripristino dell’utilizzo dei vecchi apparati ricetrasmittenti. «Naturalmente servono verifiche e misurazioni sulle radiazioni emesse dagli apparati, che dalla sala radio della centrale operativa - conclude Cordova - Qui potrebbe essere in gioco la salute non solo degli operatori, ma anche dei cittadini». Ultimo aggiornamento: 17:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA