Ucciso a botte a Torpignattara, spuntano manifesti di solidarietà per il minorenne omicida

di Filippo Bernardi
Inchiostro rosso su sfondo bianco: «Siamo tutti con te, Daniel». Solidarietà al rovescio, a Torpignattara. Due giorni dopo la morte di Khan Muhamad Shanzad, il 28enne pachistano ucciso a botte da un minorenne del posto, "il quartiere" si schiera con il giovane accusato di omicidio preterintenzionale.





Il lenzuolo attaccato a una grata di ferro si muove appena, sotto i refoli di vento di un afoso sabato di settembre. Poco più in là, nella stessa piazzetta senza nome, nient'altro che una distesa di piastrellato sopra un parcheggio sotterraneo, un secondo striscione rivolto al giovanissimo arrestato recita:
«Ci manchi a tutti».



Il luogo in cui Khan Muhamad Shanzad si è accasciato a terra, morendo sotto gli occhi del suo aggressore, dista due dozzine di passi. «Era ubriaco e molestava i passanti. Mi ha sputato e io gli ho dato un pugno, solo uno», ha raccontato il ragazzino ai carabinieri». A chi sta dalla sua parte, a chi lo conosce, basta questo. Siamo nella periferia di Roma con il più alto tasso di extracomunitari, dove la convivenza pacifica e quotidiane storie di integrazione (è qui che un gruppo di mamme arrabbiate ha impedito un comizio anti-immigrati del leghista Borghezio) si intrecciano con diffidenze, razzismo e fatti di cronaca nera che si susseguono con regolare cadenza.



Noi e loro, Daniel e quel pakistano su di giri che infastidiva i passanti. La dicotomia è radicale. E così, parlando con alcuni residenti, si scopre che la sera dell'omicidio, in via Lodovico Pavoni, erano in tanti affacciati alle finestre, richiamati dal trambusto della rissa. Il tempo di capire che «il pakistano c'era rimasto secco» ed è calato il silenzio. Chi ha chiamato i carabinieri si è sentito gridare di farsi i fatti suoi, si è beccato dell'infame per aver avvertito «'e guardie». Perché nella mentalità del noi e loro lo straniero si è preso solo un po' di botte e il fatto che sia morto altro non è che un incidente di percorso. «Quello» avrebbe dovuto risvegliarsi nel letto suo, con un occhio gonfio, qualche dolore e festa finita. Invece le cose sono andate diversamente.
Domenica 21 Settembre 2014 - Ultimo aggiornamento: 23-09-2014 08:15

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5 di 21 commenti presenti
2014-10-16 09:25:09
Spero vivamente che padre e figlio vengano rinchiusi insieme in un buco 2x2, così potranno diventare xenofobi l'uno dell'altro e forse capiranno. PS: A ruoli invertiti se lo "straniero" avesse ucciso l'"italiano" avremmo assistito al solito gruppetto (di minimo 30 individui) di fascistelli andare per la "spedizione punitiva" (che bell'insegnamento), invece la comunità del Pakistano tace e porta rispetto. Quanto c'è da imparare.
2014-10-01 23:22:07
Dall'autopsia risulta che il ragazzo pakistano non era ubriaco, nè tantomeno drogato e da testimonianze si è venuto a conoscenza che non stava importunando ma pregava ad alta voce. Gli italiani un popolo di razzisti, xenofobi e ignoranti. Un pò di rispetto almeno per la vita persa di un 28enne. E vorrei ricordarvi che è una casualità essere nati in un posto piuttosto che un altro, e che è inutile prendersela con il più debole, o semplicemente il "diverso". Il vostro caro Gesù affermava "ama il prossimo tuo come te stesso", ma tanto il vostro cattolicesimo/cristianesimo lo tirate in ballo solo per il vostro egoismo.
2014-09-22 20:50:25
Omicidio vs Sputo... Ti sei persa. E in modo irrimediabile.
2014-09-22 20:20:35
corindia Che ragionamento infelice!!! Invece il mondo delle fiabe non esiste e magari "quell'immigrato" se ne sarebbe volentieri rimasto al suo paese se non si moriva di fame, costretto a lasciare la famiglia, e se sapeva che finiva morto perchè da ubriaco lo prendevano a pugni. Sembra che gli immigrati vengono in villeggiatura e non scappino da fame e guerre provocate dall'occidente per avere accesso alle materie prime foraggiando capi tribù e dittatori fantoccio. E l'ISIS ne è il parto peggiore.
2014-09-22 18:51:21
Se quell'immigrato non si fosse ubriacatao, se non avesse infastidito nessuno, se non avesse sputato e soprattutto non fosse arrivato qua da noi accolto e rifocillato a nostre spese, probabilmente ora se ne starebbe a guardare il sole dove era nato e quel ragazzo non si sarebbe messo nei guai...Speriamo solo che Marino ora non decida per il lutto cittadino e per il funerale a nostre spese.....
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