Sigilli alla pista del ghiaccio Axel
a piazza Mancini: «Era abusiva»

Mercoledì 29 Aprile 2015 di Michele Galvani
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Sigilli all'Axel di piazza Mancini. La pista del ghiaccio, al centro di una lunga controversia per presunti abusi edilizi, da ieri «è stata chiusa definitivamente» dai vigili, annuncia il presidente del Municipio Giuseppe Gerace. La struttura, di circa 3.000 metri quadri coperti, ospita una pista di dimensioni olimpioniche, palestra, foyer per il pubblico, negozio specializzato e ristorante panoramico. «Ma era completamente abusiva - sottolinea Gerace - e per anni ha utilizzato degli escamotage per rinnovare dei permessi inizialmente concessi per 3 mesi». Replica Guido Tommasi, uno dei soci: «La struttura ha una funzione importante, sportiva e sociale. Così restano a casa 1.000 ragazze, oltre a decine di lavoratori. Trovo la cosa un po' strana: non capisco il senso del provvedimento».

La pista è stata inaugurata nell'ottobre 2010 ma doveva essere smontata entro il 31 luglio 2011. Grazie a una serie di rinnovi, è rimasta sempre lì. Alcuni consiglieri municipali e i comitati di quartiere avevano sollevato il caso. Così l'ufficio tecnico del Municipio di questa amministrazione, si è mosso per far chiudere l'Axel.

L'operazione legalità fa parte del più ampio progetto di trasparenza al Flaminio e ai Parioli in particolare, portato avanti in questi mesi da Gerace che tiene a precisare come questa sia «un'altra battaglia per la legalità sul territorio. La struttura aveva, tra l'altro, problemi di sicurezza. Voglio fare sapere alle famiglie delle ragazze che fanno pattinaggio - spiega - che non voglio che oltre il danno ci sia la beffa. Mi impegnerò per trovare un'altra soluzione nella zona. D'altronde i titolari hanno anche perso il ricorso al Consiglio di Stato. Siamo pronti alla demolizione, abbiamo già il budget per procedere. Preferiamo però che ciò avvenga per mano dei titolari».

LA REPLICA

«Strano che questa determina del Municipio - ribatte ancora Tommasi - arrivi proprio mentre eravamo impegnati a sistemare le cose con l'assessorato all'Urbanistica. Evidentemente si sono tutelati. Abbiamo già fatto ricorso al Tar con massima urgenza perché il loro appiglio è che la struttura dovrebbe far parte di un progetto itinerante, come le giostre. È un atto non dovuto, hanno garantito i nostri avvocati».

Ultimo aggiornamento: 14:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA