Droga e gestione camere mortuarie: arrestato il direttore del Sant'Andrea e un poliziotto

Giovedì 30 Luglio 2015
Gestivano la « lucrosa» piazza di spaccio di San Basilio, operando anche nell'usura disponendo non solo di armi da fuoco ma di contatti nel mondo delle istituzioni pubbliche, fino a e di ingerirsi, in maniera tentacolare, nelle mondo delleIstituzioni pubbliche, fino ad inserirsi nelle procedure di aggiudicazione di un importante appalto per le camere mortuarie al Sant'Andrea.

Queste le contestazioni per le quali, a seconda delle singole posizioni, nove persone sono state arrestate all'alba di oggi la Squadra Mobile di Roma, con la collaborazione dei militari della Compagnia Carabinieri della Compagnia Montesacro, del Reparto Prevenzione Crimine «Lazio» e del Reparto Mobile di Roma. Il gruppo, per gli investigatori faceva capo alla famiglia Primavera. Tra gli arrestati, in carcere, figura anche un Assistente Capo della Polizia di Stato attualmente in servizio al Commissariato Viminale.



Ai domiciliari anche il direttore generale del S.Andrea Egisto Bianconi. L'ordinanza custodiale è stata emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 9 soggetti (4 in carcere, di cui tre allo stato irreperibili; 4 ai domiciliari; uno con misura interdittiva della sospensione dal pubblico Ufficio attualmente esercitato per la durata di 12 mesi) ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, porto abusivo di armi da fuoco, usura aggravata e turbata libertà degli incanti.

Gli arresti e le venti perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati, svolte perlopiù in zona San Basilio, hanno permesso di svelare gli interessi della famiglia Primavera nelle procedure di aggiudicazione di un appalto per le camere mortuarie all'ospedale Sant'Andrea.



L'assistente capo della polizia Diego Cardella avrebbe avvertito Guerino Primavera che la Squadra Mobile stava preparando un'operazione di polizia giudiziaria su larga scala - senza tuttavia conoscerne gli obiettivi - arresti che nella notte avrebbero colpito i contrapposti clan lidensi dei Fasciani e dei Triassi. Le indagini di polizia e carabinieri hanno infatti documentato le singole «soffiate» fatte dal Cardella nel corso delle investigazioni al gruppo Primavera. Quella relativa a Fasciani e Triassi risale al 25 luglio 2013. La «soffiata» del Cardella veniva girata dal Guerino al figlio Fabrizio al fine di consentirgli di «mettere in sicurezza» la piazza di spaccio di San Basilio ed al quale, con toni criptici il padre riferiva che «.....stanotte...piove de brutto...pare che dà i fulmini stanotte....» ottenendo in risposta dal figlio «....non me ne frega un cazzo tanto scappo....».



Questi gli arrestati nell'ambito dell'inchiesta sulla famiglia Primavera. Ai domiciliari sono finiti: Egisto Bianconi, direttore amministrativo, prima, ed attualmente direttore generale dell'azienda ospedaliera Sant' Andrea, nato a Roma il 30.01.1968, per il reato di turbata libertà degli incanti, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio e corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio; Fabrizio Coppola, imprenditore edile, nato a Campagnano di Roma il 29.12.1967, per il reato di turbata libertà degli incanti, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio e corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio; Luciano Giustino Taffo, nato a Poggio Picenze (AQ) il 13.12.1959, per il reato di turbata libertà degli incanti, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio e corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio; Daniele Taffo, nato a Roma il 26.6.1988, per il reato di turbata libertà degli incanti e corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio. Gli ultimi due sono imprenditori titolari dell'omonima ditta di pompe funebri. Filippo Zanutti, nato a Roma il 21.2.1972, collaboratore del dg del Sant'Andrea Egisto Bianconi, per il reato di turbata libertà degli incanti è stato destinatario di una misura interdittiva della sospensione dal pubblico Ufficio attualmente esercitato per la durata di 12 mesi. In carcere appunto l'assistente Capo della Polizia di Stato attualmente in servizio al Commissariato Viminale Diego Cardella, nato a Roma il 13.05.1972, per il reato di usura aggravata, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio. Stessa misura per altri tre soggetti allo stato irreperibili: Guerino Primavera nato a Roma il 17.2.1958, per il reato di usura aggravata, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio e corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio; Fabrizio Primavera, nato a Roma il 29.10.1980, per il reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio, porto abusivo di armi da fuoco e corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio; Daniele Primavera, nato a Roma il 31.03.1983, per il reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio.
Ultimo aggiornamento: 15:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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