ROMA

Roma, 'ndrangheta: sequestro da 40 milioni a Capano, imprenditore vicino a Casamonica

Lunedì 5 Ottobre 2015 di Morenza Izzo
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Un centro sportivo con palestra e ristorante a Trigoria, una villa di lusso a Casal Palocco, due Ferrari, due Hummer e appartamenti a Mentana, Torrino, Vigna Murata e Castel Porziano. Sono solo alcuni dei beni del valore complessivo di circa 40 milioni di euro, confiscati all'imprenditore calabrese cinquantatreenne, Pasquale Capano, da anni residente a Roma.

L'uomo, secondo gli inquirenti, avrebbe favorito la 'ndrangheta ed in particolare il clan Muto di Cetraro, attivo nell'alto ionio cosentino. Se ne andava in giro con un passaporto diplomatico e poteva "vantare" rapporti con personaggi di spicco della criminalità romana: dalla banda della Magliana ai Casamonica.

L'OPERAZIONE

L'operazione "Hummer 2", condotta dai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma e coordinata dal tenente colonnello Gerardo Mastrodomenico e dal suo collega Carlo Tomassini, ha portato alla confisca definitiva di 62 immobili, tra cui abitazioni e terreni, dei quali 14 solo a Roma. Al patrimonio dello Stato passano definitivamente anche un villaggio turistico a San Nicola Arcella, in provincia di Cosenza, sei autovetture di lusso, un aliscafo, quattro società immobiliari, una delle quali con capitale sociale di un milione di euro e conti correnti. L'uomo, che attualmente è libero, ha già scontato nove mesi di carcere dopo essere stato arrestato insieme alla moglie e al cognato nel 2014 a seguito delle indagini svolte nell'anno precedente dal G.I.C.O. nucleo di polizia tributaria.

LA DDA

I giudici del Riesame, infatti, accolsero pienamente l'appello presentato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, i gravi indizi nei suoi confronti e l'arresto. In quell'occasione venne sottolineata anche la forza probatoria di una lettera trovata dalle Fiamme Gialle del G.I.C.O. sul computer di Capano. Una vera e propria lezione di "diritto mafioso" sull'essere 'ndranghetisti e sui vincoli di sangue tra gli associati. «La prima cosa che mi è stata spiegata - si legge nella missiva - è stata la differenza tra concetto di amicizia e fratellanza...infatti l'amicizia è espressione di una frequentazione abituale, la fratellanza...rappresenta un legame».

E ancora: «è proprio su questo principio (fondamento della filosofia massonica) che è stato concepito il "rituale iniziatico" di accettazione ed ingresso nella "sacra famiglia e onorata società" radicato nella storia antica della nostra terra d'origine, la Calabria. Si entrava a far parte dell'onorata società attraverso un patto definitivo (patto di sangue), che si stabiliva il legame di fratellanza». Pasquale Capano, secondo gli investigatori, era in contatto con personaggi di spicco della criminalità romana, come Enrico Terribile, conosciuto alle cronache giudiziarie per i suoi trascorsi di usuraio vicino ad Enrico Nicoletti, considerato dai magistrati ex tesoriere della Banda della Magliana, entrambi coinvolti in indagini per usura ed estorsione. Per gli inquirenti, Capano era in affari anche con Luciano Casamonica, insieme al quale sarebbe responsabile di condotte usuraie. La Cassazione ha dunque rigettato lo scorso settembre il ricorso presentato dalle parti e disposto la confisca definitiva dei beni di Capano.

Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre, 08:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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