Roma, funerale choc: si spezza la bara

Roma, funerale choc: si spezza la bara
di Maria Lombardi
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Domenica 15 Febbraio 2015, 06:03 - Ultimo aggiornamento: 24 Agosto, 19:16

«Ho visto mio padre morire due volte». Debora gli ha chiuso gli occhi, dopo averlo accompagnato fino all'ultimo respiro. Ma poi ha dovuto assistere a quella scena: la bara in cui entrava a malapena è crollata, ha ceduto. «Si è spezzata, appena l'hanno sollevata per portarla via si è sentito un tonfo. L'abbiamo dovuta portare in chiesa con una coperta per nascondere quello scempio». Eppure l'aveva detto, Debora Sebastianelli, 23 anni, figlia unica, che suo padre Maurizio era grande e grosso, e che ci voleva una bara rinforzata. Invece il legno si è aperto. Dice che per lei quella scena è stata un supplemento di sofferenza.

Aveva raccolto i soldi per il funerale, non li aveva, e si preparava all'ultimo saluto lasciando il dolore scorrere e stancarsi tra i pensieri di quante cose ci sono da fare prima della cerimonia. Non se l'aspettava quel dolore in più. «Già ero sotto choc per la morte improvvisa, poi questa cosa mi ha sconvolta. Sono uscita in strada e mi sono messa a urlare, sono finita al pronto soccorso con la pressione altissima». Lei ha già chiesto il risarcimento all'Ama, «se non accetteranno una transazione faremo causa». Tutta colpa dell'azienda - sostiene - se suo padre non ha avuto il funerale che lei avrebbe voluto dargli. La mattina del 18 dicembre scorso, la ragazza è andata nell'ufficio comunale addetto ai riti funebri. «Ho spiegato che serviva una bara rinforzata perché mio padre era molto pesante, 130 chili per un metro e ottanta di altezza. Ho fornito tutti i dati in modo che si potessero regolare, ho pagato un supplemento, in tutto 2.300 euro».

IL RITARDO

La messa era fissata per le 15 nella chiesa di San Giuseppe a Boccea. Ma nel primo pomeriggio sei dipendenti dell'Ama si presentano in casa del defunto. Faticano a chiudere la bara, non è sufficientemente grande, forzano, spingono il corpo per farlo entrare. Poi il crollo. Ordinarne una nuova non era possibile, sarebbe stato necessario spostare il funerale. «Allora hanno poggiato il feretro su un foglio di zinco e sono riusciti a spostarlo, per nascondere la bara rotta gli abbiamo poggiato sopra una coperta. Uno spettacolo avvilente, guardavo mio padre e mi vergognavo: era stato sfortunato nella vita, morto a 52 anni d'infarto, lo era anche nella morte. La messa è iniziata in ritardo, il prete aspettava, quando siamo arrivati a Prima Porta era tardi per la sepoltura, l'hanno rinviata al giorno dopo. Ora voglio che i servizi funebri dell'Ama paghino per il danno fatto alla mia famiglia. Io ho chiesto i soldi in prestito per il funerale di papà e l'ho visto morire per la seconda volta».