ROMA

Roma, addio antenna selvaggia: arriva il piano regolatore

Venerdì 15 Maggio 2015
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Addio antenna selvaggia. Arriva un piano regolatore delle antenne della telefonia mobile per combattere l'elettrosmog nella Città Eterna. Stop ad impianti su scuole, ospedali, asili nido e parco giochi. Roma si dota di un registro cittadino delle antenne e di un osservatorio sull'inquinamento elettromagnetico: obiettivo rendere più trasparente il percorso delle varie autorizzazioni e porre maggiore attenzione sia alla minimizzazione dell'esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici sia alla tutela dell'ambiente e del territorio.



L'assemblea capitolina ha dato oggi l'ok al regolamento per la localizzazione l'installazione e la modifica degli impianti di telefonia mobile. La delibera, a prima firma della consigliera comunale di Sinistra Ecologia e Libertà Gemma Azuni e del presidente della commissione Ambiente Athos De Luca (Pd), prevede la pubblicazione sul web del 'piano antennè e la dislocazione sul territorio di centraline per la misurazione dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, i cui risultati saranno periodicamente resi pubblici e consultabili online dai cittadini.



Ci sarà il divieto di installazione degli impianti su siti sensibili come ospedali, case di cura e di riposo, scuole, asili nido, oratori, orfanotrofi, parchi giochi ma anche su edifici costruiti abusivamente - le antenne già esistenti su queste strutture saranno oggetto di una delocalizzazione. Le antenne saranno installate preferibilmente in «aree libere, prevalentemente non edificate o a carico urbanistico basso» o su immobili per attività commerciali o grandi complessi alberghieri.



Per minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, si punterà sull'accorpamento degli impianti in strutture di supporto comuni (cositing) preferibilmente in aree non densamente abitate e sulle installazioni interrate degli impianti tecnologici o su edifici tra i più alti tra quelli vicini. «È un passo fondamentale per la nostra città - spiega Azuni -, atteso per troppo tempo dai cittadini, sempre più allarmati dalla proliferazione di antenne in prossimità delle loro abitazioni, dai molti comitati No Elettrosmog e dalle Giunte municipali, molto sensibili sul tema. Con il successivo passaggio dovranno essere garantite risorse umane, strumentali, economiche e logistiche adeguate al lavoro e agli obiettivi individuati dal regolamento affinchè sia le nuove installazioni sia quelle già installate possano essere disciplinate, monitorate e in caso rimosse, ovvero non installate se la loro presenza costituisse un pericolo per la salute dei cittadini».



«Roma mette ordine all'esposizione selvaggia ai campi elettromagnetici, tramite un corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti - commentano gli assessori all'Ambiente Estella Marino e all'Urbanistica Giovanni Caudo - Un punto a favore del decoro urbano, della salute pubblica e della tutela dell'ambiente molto importante per la città». Soddisfatti i comitati romani contro l'elettrosmog: «È un provvedimento atteso da anni - dice il loro portavoce Giuseppe Teodoro -, che mette fine ad un prolungato periodo di prevalente anarchia, durante il quale le compagnie di telecomunicazione hanno dettato e imposto le regole per la realizzazione delle reti di sviluppo dei servizi di telefonia mobilie in ogni quartiere della città».
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