ROMA

Roma, psicosi Ebola: cittadino nigeriano ricoverato allo Spallanzani. Ma i test rivelano: «E' malaria»

Mercoledì 8 Ottobre 2014 di Mauro Evangelisti

Un nigeriano di 49 anni è stato ricoverato, ieri pomeriggio alle 18.30, nel reparto di malattie infettive dell'Istituto Spallanzani. Aveva la febbre alta e i medici lo hanno sottoposto alle analisi per escludere un caso di Ebola.

Rischio scongiurato: dalle prime analisi effettuate l'uomo risulta affetto da malaria. Il protocollo previsto dal Ministero della Salute è stato attivato perché si trattava di un caso sospetto e perché il paziente proviene da una delle aree a rischio. «La Nigeria è virtualmente un paese "ebola-free", non ci sono più casi da oltre 21 giorni - spiega Nicola Petrosillo, direttore dell'Uoc Infezioni Sistemiche - l'uomo è arrivato ieri all'ospedale San Giovanni di Roma con

febbre alta, e come precauzione è stato portato qui, ma è escluso che abbia il virus».

Il paziente, ha spiegato l'esperto, è arrivato da qualche giorno dalla Nigeria, ma proveniva da una zona dove non si sono verificati casi. «In Nigeria il virus è stato portato da un singolo paziente liberiano - spiega Petrosillo, che è stato nel paese a metà agosto come consulente dell'Oms - e ha fatto casi a Lagos e Port Harcourt. Ora non ci sono più casi, ma l'Oms aspetta due volte il periodo di incubazione del virus prima di dichiarare che nel paese l'epidemia è finita».

SOTTO OSSERVAZIONE

L'uomo è arrivato ieri pomeriggio al pronto soccorso dell'Ospedale San Giovanni, attorno alle 17.30. Aveva la febbre alta. Ha spiegato che era atterrato all'aeroporto di Fiumicino tre giorni prima. Proviene dalla capitale della Nigeria, Lagos, che è una delle aree del grande paese africano - dove il primo caso di Ebola risale a luglio - ancora sotto osservazione per il rischio del contagio. I medici del San Giovanni hanno subito isolato l'uomo, che comunque non è entrato in contatto con altri pazienti. Successivamente, seguendo sempre le procedure previste dal protocollo, l'uomo è stato trasportato in ambulanza allo Spallanzani, che tra l'altro è struttura di riferimento nazionale ed internazionale per quanto riguarda il virus dell'Ebola. Sempre allo Spallanzani c'è un altro paziente sotto osservazione per questo tipo di virus.

Per fortuna in Italia ancora non c'è stato nessun caso di contagio, al contrario - ad esempio - della Spagna, dove un'infermiera di Madrid, ritornata dalla Sierra Leone, è risultata contagiata. Di fronte a questo caso sospetto passato dall'ospedale San Giovanni è giusto non fare allarmismo, perché, come ha spiegato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, vi sono stati altri pazienti sotto osservazione che poi sono risultati negativi: «In Italia sono moltissime le segnalazioni sospette pervenute al Ministero. Tutte si sono rivelate falsi allarmi. Sono stati chiesti, nella Legge di stabilità, cinque milioni di euro annui in più per aumentare i controlli e aiutare nel contrasto alla diffusione del virus e altri 8 per attivare l'ala in costruzione dell'Ospedale Spallanzani di Roma».

CORSI DI FORMAZIONE

Nelle ultime settimane il personale medico dei pronto soccorso romani e laziali ha partecipato a un corso, organizzato dallo Spallanzani, per apprendere come gestire un paziente quando c'è il sospetto che possa essere stato contagiato. Lo Spallanzani ha anche attivato un laboratorio mobile sull'Ebola in Liberia, con il finanziamento della Commissione europea e dell'Organizzazione mondiale della Sanità.

Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre, 09:14