ROMA

Roma, cade dalla balconata per una gara di sputi: muore 17enne

Lunedì 18 Maggio 2015 di Alessia Marani e Massimo Sbardella
19

«Sei tutta la mia vita mamma, mi diceva sempre. E io gli rispondevo: ma che dici sei tu la mia vita». Mamma Carmina non ha più lacrime da piangere, il suo volto segnato, il suo strazio che si confonde negli abbracci, continui, forti, dei parenti e degli amici che arrivano uno dopo l'altro nella casa in frazione Frainili a Castel San Pietro Romano, per consolare i Salvatori. Stefano, il loro figlio più piccolo, 17 anni, è morto sabato notte precipitando da una balaustra dei “giardini del principe”a Palestrina. «Una disgrazia, un gioco assurdo ce l'ha portato via», dice papà Maurizio, un uomo alto, dal viso buono.

UN ANGELO

«Come buono era mio fratello - aggiunge Manila, la sorella più grande, 34 anni - anch'io gli facevo un po' da mamma. Collezionava santini, aiutava e pregava per gli altri. Ultimamente aveva preso 10 in matematica con un professore severo». Un ragazzo d'oro, Stefano, di quelli che ai genitori ha dato sempre soddisfazioni. «Gli dicevo: tra po' farai 18 anni e ho paura quando prenderai la macchina, e Stefano mi rispondeva: mamma di che ti preoccupi, al massimo io bevo acqua gassata. Mai avrei immaginato che finisse così». Sul letto la camicia stirata degli scout, pronta perché Stefano la indossasse ieri mattina insieme ai bambini a cui faceva da guida a Genazzano.

I suo vestiti ben ordinati nei cassetti, i suoi quadri appesi alle pareti, il rosario sul comodino, Camilla, il cagnolino che scondinzola. Tutto si è fermato a sabato. «Dopo le 22 un'amica di Stefano mi ha chiamato, mi ha detto di correre al Parco che Stefano era caduto, che l'ambulanza lo stava portando via. Ho avuto subito una brutta sensazione», ricorda Maurizio.

Sabato notte fuori all'ospedale di Palestrina, con il passare delle ore cresceva il numero dei ragazzi che arrivavano con la speranza di svegliarsi dall'incubo. La notizia della caduta di Stefano si era diffusa rapidamente tra i suoi coetanei, ma nessuno voleva credere che quel ragazzo, così buono e sorridente, non ci fosse più. Alla mezzanotte e 48, la triste notizia: Stefano non ce l'ha fatta. I compagni di scuola, chi era negli scout con lui, gli amici di Palestrina, di Cave, di Genazzano. Occhi gonfi di lacrime e teste piene di interrogativi. Per una tragedia di quelle che non puoi spiegarti.

Ai carabinieri gli amici che erano con lui raccontano: «Stavamo solo giocando, lui si è sbilanciato ed è caduto». Una “cretinata” che, per pura fatalità, ha strappato via la sua giovanissima vita. «Voglio ricordarlo per la felicità che trasmetteva agli altri – dice Serenella - ogni volta che qualcosa non andava con due secondi ci faceva sorridere. Persone così non se ne trovano e stare tutti i giorni insieme a lui è stata una fortuna. Ora provo rabbia e dolore».

I MESSAGGI

Sulla balconata della tragedia gli amici hanno appeso uno striscione: «Buon viaggio Stè». Sul luogo dello schianto, mazzi di rose bianche. E altre scritte: «Frate' saria sempre con noi», «Che la terra ti sia lieve. Bella frate'». «Quando siamo andati con gli scout ad Assisi - racconta Sofia, un'amica - uno di noi doveva rifare la scena del lavaggio dei piedi di Gesù. Subito tutto il nostro gruppo indicò lui: “Dai che sei il più bello”, gli dicevamo. Ma lui si vergognava: “Dopo tutto questo camminare mi puzzano i piedi!”.

Gli volevamo tutti un gran bene». In ogni casa, a Palestrina, si parla del tragico incidente di Stefano. Nessuno prova a gettare ombre su questo bravo ragazzo. Una famiglia bellissima, una comitiva di tutti bravi ragazzi. Nessuna bravata né storia di disagio. «Castel San Pietro Romano – scrive il sindaco Gianpaolo Nardi - stasera ha perso un giovane figlio, ma soprattutto un bravo ragazzo. In questi momenti non ci sono parole, solo silenzio».

Ultimo aggiornamento: 8 Giugno, 12:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA