ROMA

Immigrati, braccio di ferro tra prefetto e residenti per il centro a San Nicola

Mercoledì 15 Luglio 2015 di Laura Bogliolo
«Vuole sapere dove porteranno i migranti? Percorra per due chilometri sotto il sole quella strada desolata piena di buche e senza marciapiedi, incontrerà pecore, cavalli e anche maialini». La voce è un po' burbera, perché partecipare da 80 giorni a un presidio spontaneo in strada non deve essere facile. «Vada a vedere dove vogliono mettere il centro di accoglienza» dice mentre si ripara dal sole delle 14 sotto una tenda mentre il termometro segna quaranta gradi a Casale San Nicola, zona di campagna a nord di Roma tra l'Olgiata e La Storta. Il suono delle cicale è assordante, mezzi dell'Atac qui non arrivano, la stazione ferroviaria più vicina (Olgiata) è a 4 chilometri, il centro commerciale a 6. Fanno l'elenco dei disservizi i residenti che protestano contro l'arrivo di 100 migranti da ospitare nell'ex scuola Socrate annunciato l'altro giorno dal prefetto Franco Gabrielli.



«Devono passare sopra di noi, da qui non ce ne andiamo» dice Francesca Sanchietti, psicologa che lavora con i servizi sociali e che non vuole sentir parlare di razzismo. «Le barricate? Le stiamo facendo da maggio, lunedì sono arrivati i blindati ma non ce ne andiamo, Casale San Nicola è un'area privata, ci sono 250 famiglie: 100 migranti sono difficili da gestire, qui non c'è nulla, potranno solo bighellonare».



Il primo bar dista tre chilometri «dove si ritrovano già i rifugiati del centro in vicolo della Cerquetta». «Il municipio qui non esiste e ora ci chiede uno sforzo» dice Ilaria Morichelli. Continuano a ripetere che «c'è un problema di sicurezza». «Tanti i furti nelle case perché siamo isolati, abbiamo paura» spiega Gianni Gregori, operaio in pensione. «Per il 50% i residenti sono bimbi e anziani, come si può pensare di fare accogliere immigrati in un posto così isolato?» borbotta Annamaria Gatti.





IL PRESIDIO

I migranti dovevano essere accolti a maggio ma la struttura è stata ritenuta non idonea, poi i lavori di adeguamento. «Mi auguro che il buon senso prevalga» ha commentato Gabrielli. Sulla presenza di gruppi di destra ha detto: «Se vogliono presidiare per garantire che i cittadini vivano in una cornice di sicurezza va bene. Se lo stare lì è per impedire, noi siamo anche i titolari della forza». Al fianco dei residenti i militanti di Casapound. «Ma qui non ci sono bandiere - sottolinea Francesca Sanchietti - chi vuole esprimerci solidarietà può farlo, tra di noi c'è gente di sinistra, destra e centro». «Non è il sito adatto, non ci sono servizi» sottolinea Alberto Meoni, nel presidio dai primi giorni della protesta. Ieri Fabrizio Ghera e Giorgio Mori di Fratelli d'Italia hanno annunciato un esposto. La tensione resta alta e i residenti trascorreranno altre notti a vigilare. Ultimo aggiornamento: 17 Luglio, 11:27

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