Pomezia, alla mensa dolce solo ai bambini che possono pagare. Bufera sul sindaco M5S

Martedì 20 Maggio 2014
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A Pomezia nasce un caso politico (e non solo) sulla scelta della giunta grillina di istituire due menu nelle mense delle scuole materne. Dal prossimo anno compariranno due menù: uno meno costoso (4 euro) ed uno più costoso (4,40 euro). A fare la differenza è il dolce alla fine del pasto. Scorrendo infatti il bando di gara per l'affidamento del servizio vengono proprio specificati i due prezzi differenti. Per conoscere la composizione dei due menù bisogna arrivare al Capitolato, dove si legge che quello ridotto è comprensivo di primo, secondo, contorno, pane e frutta. Mentre quello completo comprende anche il dessert finale.



Inevitabile monta la polemica con la vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli, ed il collega senatore del Pd, Raffaele Ranucci, che parlano di «una cultura discriminatoria quella portata avanti dal Movimento 5 stelle che, nascondendosi dietro al cosiddetto governo partecipato, arriva al punto di far subire a dei bambini nell'età più delicata l'esperienza più terribile», affermano in una nota congiunta.



Mai ci saremmo immaginati che si potesse anche solo ipotizzare una differenziazione di trattamento così odiosa, dinanzi alla quale crolla qualsiasi giustificazione - finanche quella di averne discusso preventivamente con alcuni genitori, come ha riferito in alcune interviste alla stampa locale la vicesindaco - è la replica del coordinatore cittadino di Sel, Walter Bianco -. Nella scuola pubblica non si possono e non si devono creare differenze tra i bambini sulla base delle capacità economiche delle loro famiglie. Farlo vuol dire creare, sin dall'età infantile, una discriminazione intollerabile».



La replica del sindaco «La polemica sul doppio menù è solo elettorale. È stata una decisione presa con i rappresentanti dei genitori. Noi aiuteremo chi ha più bisogno, come già facciamo oggi». Il sindaco M5S di Pomezia, Fabio Fucci, tira dritto sulla decisione di avere nelle scuole materne ed elementari due menù differenti, uno più economico senza il dessert ed uno più costoso con il dolce. «È stata una decisione presa insieme con le rappresentanze dei genitori e del bando se ne parla da mesi», puntualizza.



Zingaretti. «L'articolo 3 della Costituzione della Repubblica ci dà il compito di rimuovere gli ostacoli affinchè siano salvaguardati i principi di uguaglianza: - dichara il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti - avere un tavolo con 3 bambini di cui due hanno il dolce ed uno no, perchè il papà non ha i soldi per pagare una retta piena, penso che sia una cosa barbara - conclude -. Non conosco ora i sostegni giuridici, la delibera, io parlo di etica e rispetto di principi elementari di uguaglianza».



Sassoli. «Dopo la tassa sull'ombra arriva il doppio pasto per le mense scolastiche, che vìola il principio di uguaglianza». Lo afferma in una nota David Sassoli, capogruppo Pd al Parlamento Europeo. «Il modo di amministrare del sindaco di Pomezia Fucci dimostra - aggiunge - cosa sia Grillo quando si tratta di governare: inconsistenza e incapacità. Come si può pensare di attuare un provvedimento che evidenzia diseguaglianze sociali e rischia di produrre disagi tra i più piccoli?».



Il ministro Giannini: non c'è discriminazione. «Non conosco bene il caso, ma io sono per l'autonomia scolastica e non mi sembra una situazione di discriminazione» ha detto in un'intervista a Radio Capital il ministro dell'Istruzione Stefani Giannini. Ultimo aggiornamento: 21 Maggio, 22:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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