Mafia capitale, Odevaine: con Alemanno Buzzi era il riferimento per il sociale. Camion bar? Su 500 licenze 430 a Tredicine-Falasca

Sabato 21 Novembre 2015
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«La destra non aveva soggetti economici di riferimento, dunque l'amministrazione Alemanno, nel giro di qualche anno, individuò nel 'sistema Buzzi' il riferimento nel settore del sociale per l'aggiudicazione dei lavori». Lo afferma, in un interrogatorio davanti al pm Paolo Ielo del 15 ottobre scorso, Luca Odevaine, già appartenente al Tavolo di Coordinamento Nazionale sull'accoglienza per i richiedenti ora imputato al processo Mafia Capitale. Il verbale è stato depositato il 5 novembre scorso agli atti del processo.



Odevaine, da qualche giorno agli arresti domiciliari dopo una detenzione nelle carceri di Torino e di Terni, fornisce la propria versione quando, nell'aprile 2008, divenne primo cittadino Gianni Alemanno: «il nuovo sindaco - si legge nel verbale - mi chiese di rimanere fino a luglio. Nella sostanza mi resi conto che egli non credeva di vincere e quindi non aveva una classe dirigente pronta al governo della città. Io accettai e in tale periodo egli mi presentò Riccardo Mancini e l'onorevole Vincenzo Piso, indicandomeli come interlocutori per suo conto per tutte le questioni di mio interesse». «Nella gestione del comune, Mancini e Piso mi dissero di voler inserire nei ruoli apicali e dirigenziali persone che, a prescindere dalla loro competenza e dalla competenza di chi in precedenza rivestiva quei ruoli, fossero di loro fiducia».




In un altro passo dell'interrogatorio del 15 ottobre scorso dedicato al tema delle concessioni ai camion bar, Luca Odevaine spiega: «Di 500 licenze rilasciate, 430 erano tutte intestate a membri della famiglia Tredicine-Falasca che, fino all'avvento di Giordano Tredicine al consiglio comunale, finanziava tutta la politica romana».



«Durante il periodo di Veltroni - si legge nel verbale - avevo individuato seri problemi nell'assegnazione delle concessioni. Si trattava di licenze che erano state rilasciate con il carattere della temporaneità e in relazione ad ambiti molto ristretti. Molte di esse erano state rilasciate da Gianmario Nardi (dirigente del Comune di Roma) ma via via si erano espanse illegittimamente quanto al contenuto e quanto ai tempi
». Ultimo aggiornamento: 9 Novembre, 17:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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