Giubileo, l'allarme rosso del Censis: Roma capitale dei furti e dei borseggi

Giubileo, l'allarme rosso del Censis: Roma capitale dei furti e dei borseggi
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Martedì 12 Maggio 2015, 11:57 - Ultimo aggiornamento: 13 Maggio, 08:12

I risultati del primo numero del diario «Roma verso il Giubileo» del Censis fa impressione: l'Urbe è la Capitale dei furti e dei borseggi. Che crescono del 75% negli ultimi tre anni. La mappa della paura si articola tra piazza Vittorio e i dintorni delle stazioni Termini, Tiburtina e Ostiense. All'Esquilino va il primato dell'insicurezza mentre la metro è fonte d'ansia soprattutto al femminile.

Solo l'8% dei romani pensa che i vigili urbani siano pienamente efficienti. E in vista del Giubileo il 43% ha paura del terrorismo internazionale. Proprio in vista del Giubileo - secondo il rapporto del Censis - è il terrorismo internazionale la minaccia globale che preoccupa di più i romani.

Fa paura al 43% dei cittadini, più della crisi economica internazionale (39%), dei rischi climatici che potrebbero causare catastrofi naturali (34,8%), delle guerre legate alle diversità religiose e culturali (26,7%), della perdita di competitività della città (21%), delle ondate migratorie provenienti dai Paesi poveri o dai teatri di guerra (19,9%), del ritorno di

malattie un tempo debellate o endemiche.

A Roma negli ultimi tre anni (2010-2013) - emerge dall'indagine del Censis - i borseggi sono aumentati del 75% (molto più della media nazionale, pari a +43,7%), i furti nei negozi del 29,5% (+15,2% in Italia), i furti sulle auto in sosta del 20,6% (+5,1% il valore medio del Paese).

In più Roma rimane una grande piazza dello spaccio di droga: nell'ultimo triennio questi reati sono aumentati del 43,4% contro una media nazionale pari solo a +3,3%. I numeri - secondo il Censis - raccontano una insicurezza crescente in strada, nelle piazze e nei luoghi pubblici della capitale, una pericolosa deriva di micro-illegalità diffusa che semina insicurezza tra i cittadini. E non mancano forme di illegalità di nicchia più alta, con i furti di opere d'arte e materiale archeologico aumentati del 38,9% negli ultimi tre anni.

I dati provvisori riferiti ai primi nove mesi del 2014 segnalano per Roma una riduzione dei reati complessivi (-6,6%), ma non dei borseggi, che anzi continuano ad aumentare (+18,2%), nè delle rapine negli esercizi commerciali (+14%).

LE REAZIONI

«Il dossier del Censis fotografa una situazione allarmante. Roma non merita di essere trasformata in un Far west. A sette mesi dal Giubileo, Marino deve dare subito un segnale di discontinuità rispetto al passato mettendo al primo punto della sua agenda il problema della sicurezza». È quanto afferma in una nota Stefano Pedica del Pd. «Roma ha bisogno subito di un piano sicurezza - sottolinea Pedica - Per troppo tempo è stata abbandonata a se stessa e ora è il momento di rimboccarsi le maniche. Marino cambi verso a una città che merita di tornare a essere la caput mundi. Ma faccia presto, perché la situazione sta degenerando».

«Negli ultimi tre anni nella Capitale i borseggi sono aumentati del 75%, i furti nei negozi del 29,5%, quelli delle automobili del 20,6 %, in più oltre il 55% dei romani ritiene la città più insicura di qualche anno fa - dichiara Davide Bordoni, Coordinatore Romano e Capogruppo di Forza Italia in Assemblea Capitolina - Questa è solo una parte della preoccupante descrizione di Roma che il Censis redige a pochi mesi dal Giubileo. È la situazione che il Ministro Alfano e il Sindaco Marino hanno contribuito a creare con il loro dolce far niente. I dati peggiorano di anno in anno a causa dell'assenza di politiche serie e decise, chiediamo ad Alfano come farà a difendere la Capitale dal terrorismo, se non riesce a controllare neanche i borseggiatori. Sono mesi che denunciamo nelle sedi istituzionali e a mezzo stampa il dilagare dei reati che rendono insopportabile il vivere quotidiano dei romani. Mentre il Sindaco rilascia dichiarazioni vaneggianti affermando di aver trasformato Roma, rendendola una città a colori, i cittadini sono costretti a subire una perenne condizione di pericolo, a casa, per strada, nel luogo di lavoro. Sarebbe davvero il caso che Marino liberasse finalmente la città dal suo malgoverno prima dell'arrivo del Giubileo o l'immagine che daremo di Roma rischierà di essere pietosa agli occhi delle altre grandi Capitali Occidentali».

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