Fiumicino, la barista che ha ucciso il rapinatore verso il proscioglimento. La procura: «Legittima difesa»

Il bar della rapina (Foto Mino Ippoliti)
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​ indagata per omicidio volontario, ma in presenza di legittima difesa, Alina Elisabeta Racu, la barista romena che alcuni giorni fa ha ucciso Manuel Musso, in un tentativo di rapina ai danni del bar in cui lavora, a Fiumicino.

Per la Procura di Civitavecchia, dunque, non sembrano per ora esserci dubbi sulla ricostruzione dei fatti e sulle motivazioni che hanno spinto la romena ad avventarsi contro il rapinatore. Ricostruzione, che se confermata, porterà alla richiesta di proscioglimento della donna, che due giorni fa è tornata di nuovo al lavoro, al Coffee Break di via Hermada, ad aiutare i proprietari. Romena, 40 anni, da 10 in Italia, la donna ha accoltellato Manuel Musso la sera di giovedì scorso. Il rapinatore era entrato nel locale con un complice, e avrebbe sparato, 6 colpi. Secondo il racconto della donna, il rapinatore le aveva puntato la pistola contro, lei era riuscita a deviare il tiro e i proiettili erano esplosi in aria, poi lo ha accoltellato. Secondo la ricostruzione dell’accusa il rapinatore avrebbe invece sparato in aria senza mirare alla donna.

Intanto è in carcere Christian Ferreri, il complice di Musso, fermato poco dopo il tragico tentativo di rapina. Oggi il Gup di Civitavecchia si pronuncerà sulla richiesta di convalida del fermo, fatta dal pm Alessandro Gentile, e sulla contestuale emissione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Ferreri è accusato di cinque reati: concorso in tentato omicidio, quello ai danni della barista, rapina aggravata, lesioni volontarie, porto illegale della pistola, con matricola abrasa, che impugnava e ricettazione non solo dell'arma ma anche dell'auto, rubata, usata durante il tentativo di rapina.

Lunedì 17 Febbraio 2014, 09:05 - Ultimo aggiornamento: 18 Febbraio, 08:27
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