Psicosi Ebola a Fiumicino bimba tornata dall'Africa respinta all'asilo dalle altre mamme

Mercoledì 22 Ottobre 2014
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«Se entra in classe lei non entrano i nostri figli». Era questa la voce che circolava nei giorni scorsi tra i genitori di una scuola di Fiumicino e che hanno portato la preside a intervenire per mediare tra la psicosi da contagio da ebola di alcuni genitori e il diritto di una bambina di 3 anni di entrare in classe.

«A preoccupare tre, quattro genitori - spiega Lorella Iannarelli, preside dell'istituto comprensivo Porto Romano - era il ritorno in classe di una bambina che aveva fatto un viaggio in Uganda. Qualcuno ha messo in giro la voce che alcuni genitori erano intenzionati a tenere a casa i propri figli per evitare che entrassero in contatto con la bambina». Voci che però hanno portato l'istituto ad attivare una serie di verifiche. «La bambina è tornata in Italia il 14 ottobre - spiega la direttrice scolastica - abbiamo chiamato il papà che ha portato un certificato medico, abbiamo anche chiamato il medico che in Uganda aveva visitato la bambina e ci siamo informati in aeroporto se l'Uganda fosse un paese a rischio, scoprendo che non lo è. Il comportamento di alcuni genitori avrà offeso la mamma della bimba che in un primo momento aveva chiesto il nulla osta per un trasferimento e che la figlia cambiasse sezione. Ipotesi poi rientrata.

La bambina è rimasta a casa qualche giorno dal ritorno in Italia: probabilmente per cortesia da parte della famiglia o perché era stanca del viaggio. Comunque sia lunedì scorso è rientrata a scuola senza nessun problema da parte dei genitori dei suoi compagni di classe. Non ho avuto nessuna segnalazione da parte delle maestre, ciò mi induce a pensare che non ci siano state assenze ingiustificate».

Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre, 09:14

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