Sciopero dipendenti comunali, Roma paralizzata venerdì. Fermi vigili, nidi, materne e municipi

Mercoledì 4 Giugno 2014
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​Non tornano indietro Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa: venerdi 6 giugno sarŕ sciopero per i 24 mila dipendenti di Roma Capitale. Si fermeranno quindi asili nido, scuole materne, uffici comunali, municipali e vigili urbani. Lo hanno ribadito i vertici dei quattro sindacati nella conferenza stampa odierna nella sede della Cisl Fp, proseguendo il muro contro muro con l'amministrazione capitolina sulla questione del salario accessorio dei lavoratori comunali. A repentaglio scuole, servizi, Polizia locale della Capitale, in un'agitazione che ha l'obiettivo di incalzare il Campidoglio per il rilancio della macchina amministrativa.



Duro il segretario generale della Fp Cgil di Roma e del Lazio Natale Di Cola: «Il sindaco che chiede pazienza perché la realtà romana è davvero complicata, invece, ritiri la delibera di Giunta che mette una tagliola sulla riorganizzazione della macchina capitolina, frutto di decenni di accordi e leggi». Per Di Cola, «i progetti presentati per la riorganizzazione di scuola e polizia locale non sono innovativi, non rispondono alle esigenze dei cittadini e umiliano i lavoratori e impoveriranno il loro salario». Per questo, afferma il segretario della Cisl Fp Enti locali di Roma e del Lazio Giancarlo Cosentino, «il 6 giugno ogni servizio della città gestito da Roma Capitale sarà messo nelle condizioni di non essere erogato».



Il vicesindaco La risposta di Luigi Nieri: «Io ho provato in tutti i modi a fare appelli alla ragionevolezza, al buon senso, anche cercando di eliminare tutte le preoccupazioni, ma non è servito». Queste sono le parole del vicesindaco Nieri, in un intervista a Repubblica, sul primo sciopero dei dipendenti comunali di Roma. «Eravamo partiti da una grande paura: che a causa della relazione degli ispettori dell'Economia non si potesse pagare il salario accessorio di maggio - prosegue Nieri sul quotidiano - Grazie alla circolare del governo abbiamo avuto tre mesi per continuare ad erogare quelle somme e per rivedere gli istituti messi sotto accusa. C'era tutto il tempo per farlo. Eppure lo sciopero è stato proclamato lo stesso. Un atteggiamento incomprensibile. L'inserimento della data del 31 luglio entro cui definire il contratto decentrato ha provocato la reazione dei sindacati, che lamentano la mancanza di spazio per un confronto. «Fanno resistenza al cambiamento. Forse perchĂ© noi stiamo dicendo in modo molto netto che, a paritĂ  di salario, sarĂ  chiesto un contributo maggiore ai nostri dipendenti. Io non attaccherò mai il diritto di sciopero». Afferma infine Nieri parlando dell'ipotesi di una precettazione dello sciopero. «Mi aspetto che il sindacato rinunci allo sciopero. Anzi approfitto per fare un ultimo appello: siccome creerĂ  dei disagi incredibili ai cittadini e siamo ancora seduti tutti al tavolo, continuiamo a dialogare». Ultimo aggiornamento: 21:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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