Forconi, arrestato il vice-presidente di CasaPound per un blitz nella sede della Ue

di Marco Pasqua
Forconi e CasaPound insieme, per un blitz alla sede della rappresentanza dell'Unione Europea, in via IV Novembre. Incursione che è culminata, nel tardo pomeriggio, con l'arresto, da parte della polizia, del vice-presidente dei "Fascisti del Terzo Millennio", Simone di Stefano. L'assalto è scattato poco dopo le 12, quando un centinaio di manifestanti hanno tentato di fare irruzione nell'edificio; alcuni avevano il volto coperto da maschere di fantasmi, cappi al collo e bandiere tricolori. A guidarli era proprio di Stefano, che, utilizzando una scala, si è arrampicato sul balcone, e ha sostituito la bandiera dell'Unione europea con un tricolore.



Sul posto sono subito arrivati agenti dei reparti mobili e della Digos che hanno effettuato alcune cariche di alleggerimento per disperdere i facinorosi. Alcuni estremisti sono stati feriti, in maniera lieve. La bandiera che era stata prelevata poco prima, invece, è stata recuperata dagli agenti e restituita agli uffici della Commissione europea. «Quella messa in atto questa mattina dal popolo del 9 dicembre era una manifestazione totalmente pacifica – sostiene CasaPound in una nota con la quale rivendica la protesta - un centinaio di persone con maschere tricolore da fantasma e cappi al collo, a simboleggiare gli italiani suicidati a causa delle folli politiche europee, che, in maniera non violenta, esponevano uno striscione con su scritto 'gli italiani non si arrendonò sono stati caricati con una violenza inaudita, senza che avessero fatto il minimo gesto di provocazione».



L'ARRESTO

Al termine degli accertamenti gli agenti della Digos hanno ammanettato l’autore del furto della bandiera dell’Unione Europea. L'accusa, per Simone Di Stefano, è di furto pluriaggravato. Sono stati inoltre denunciati una decina di appartenenti allo stesso movimento di estrema destra, per concorso nel furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e manifestazione non autorizzata. La polizia ha anche sequestrato l’autovettra e la scala utilizzata da Di Stefano per arrampicarsi sul balcone del palazzo. Sull'arresto è intervenuto anche Gianluca Iannone, presidente dei "tartarughini": «È l'ultimo 'colpo di teatro' di uno Stato talmente distante dai suoi cittadini, che non riesce più a comprenderne nemmeno le istanze più immediate ed è costretto a ricorrere a grotteschi escamotage come questi pur di fermare una protesta giusta e di popolo. La bandiera è stata restituita. D'altra parte non era certo nostro interesse rubarla, non sapremmo che farcene. Di Stefano voleva sostituirla con un tricolore».



LA SOLIDARIETA'

Ai militanti di CasaPound arrestati e denunciati è arrivata la solidarietà dei forconi, tramite Alessio Provaroni, uno dei coordinatori romani della protesta del '9 dicembre', che ha parlato al presidio di Piazza dei Partigiani: «Conformemente a quanto noi portiamo avanti come principio alcuni italiani sono andati a togliere la bandiera europea per sostituirla con una nostra bandiera, quella italiana, che è l'unica che ci rappresenta in questo momento. Abbiamo visto che il sistema ha reagito con una repressione spropositata nei confronti di questo atto, che era semplicemente simbolico. Ci siamo abituati oramai, molti cittadini che sono venuti qui al presidio lo hanno già capito. Un semplice atto simbolico è diventato un atto violento ma a quell'atto va reso onore».
Sabato 14 Dicembre 2013 - Ultimo aggiornamento: 15-12-2013 13:42

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