Camilluccia, lancia vestiti e mobili dal balcone e poi si getta nel vuoto: muore a 39 anni

Giovedì 27 Marzo 2014 di Marco De Risi

Prima si è barricato per due ore in casa gettando dal balcone per strada mobili e altri oggetti, poi si è tolto la vita gettandosi dalla finestra. E' successo verso le 6.30, in via dei Giornalisti 51, a Monte Mario, dove l'uomo aveva raggiunto l'appartamento dove abitano la madre e la sorella.

Alla base del gesto sembrerebbe ci sia la fine di una storia sentimentale.

Lui si chiamava Alessandro Trotta ed è morto intorno alle 8.15 all’ospedale Gemelli in seguito ai traumi riportati dalla caduta. Sono gli agenti del commissariato Prati ad occuparsi delle indagini. Un suicidio terribile e plateale al quale hanno assistito decine di residenti. «Ho sentito delle grida - racconta un vicino - ed ho visto quell’uomo che gridava frasi sconnesse, diceva che era colpa dell’amianto e che voleva parlare con Papa Francesco intanto gettava in strada tutto l’arredo dell’abitazione, mobili, fotografie incorniciate, i piatti e il televisore. In pochi minuti sul manto stradale si è formato un cumulo di roba impressionante e alcune auto sono state pesantemente danneggiate (tettucci e parabrezza sfondati) dagli oggetti che quell’uomo gettava dalla finestra».

Alessandro Trotta ha gridato frasi sconnesse: diceva di essere ammalato. Poi, sono intervenuti alcuni equipaggi delle volanti e l’uomo si è barricato in casa. C’è stata un tentativo di trattativa. Gli agenti hanno cercato di convincerlo ad aprire la porta di casa senza riuscirci. Poi, Alessandro si è gettato dalla finestra al secondo piano, che in questo edificio a 8 metri di altezza. E’ stato subito soccorso dal personale di un’ambulanza che l’ha trasportato al policlinico sulla Pineta Sacchetti dove è morto poco dopo il ricovero. Via dei Giornalisti è una strada rettilinea cavallo con una sola uscita su piazza Walter Rossi (su via Trionfale c'è solo una scala pedonale). La roba - una quantità impressionante - gettata dalla finestra dal suicida ha ricoperto una zona vasta di asfalto impedendo a centinaia di famiglie di lasciare le abitazioni proprio nell'ora di punta. Impossibile passare con le auto e i motorini prima per il rischio di essere colpiti, poi gli ostacoli sulle carreggiate. Un blocco durato almeno due ore.

«Mio fratello non aveva mai dato segni di squilibrio - ha detto la sorella uscendo dal palazzo - Fino a una settimana fa, quando sono arrivati i primi segnali. Non parlava quasi più, diceva che era per colpa di una ragazza, poi stamattina questo raptus che non mi so spiegare».

I prossimi giorni sulla salma dell’uomo sarà effettuata l’autopsia. Gli agenti del commissariato Prati stanno cercando di capire cosa abbia spinto il trentanovenne a togliersi la vita. Infine, qualche residente ha sottolineato un presunto ritardo dei soccorsi: «Quell’uomo per quasi due ore ha dato in escandescenze. Forse era possibile mettere sotto la finestra un telone gonfiabile e cercare in questo modo di salvargli la vita».

Ultimo aggiornamento: 29 Marzo, 09:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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