Abusivi a San Giovanni, l'assessore Leonori: «Presto nuove regole per i mercatini»

Marta Leonori
di Mauro Evangelisti
3 Minuti di Lettura
Martedì 6 Gennaio 2015, 05:41 - Ultimo aggiornamento: 09:57

«Il sistema così com'è non funziona, servono subito dei correttivi. Altrimenti ci sarà spazio sempre per gli abusi. Entro la fine del mese porteremo le nuove regole sui mercatini in giunta».

Marta Leonori, assessore alle Attività produttive, aspetta l'esito dell'ispezione disposta dall'ufficio di gabinetto del sindaco. Alla festa di Forza Italia che assomiglia tanto a un suk di Natale allestito all'ombra della basilica di San Giovanni, il Campidoglio ha inviato la polizia municipale. L'inchiesta è iniziata. Però, già ora, Marta Leonori non nega che la questione vada affrontata.

Ma come è possibile che si paghi così poco, 34 mila euro tra il primo dicembre e il 10 gennaio, per un mercato da 850 metri quadrati in una zona tanto bella?

«Questo mercato ha utilizzato, a quanto pare impropriamente, le possibilità che sono normalmente offerte per le manifestazioni di partito. Regoleremo tutto questo, insieme alla zonizzazione, alle tariffe differite per zone che abbiamo già stabilito nel bilancio del 2015».

Perché aspettare l'ultimo minuto? Come mai nessuno ha svolto dei controlli per verificare che lì si stesse svolgendo realmente un'attività prevalentemente politica e non commerciale?

«Certamente i controlli andranno rafforzati, in questo come in altri casi. Non lo nego, serve un maggiore impegno anche della polizia locale, di cui abbiamo già parlato con il comandante Raffaele Clemente».

Ci scusi, assessore: suona anche strano però che un partito - che sia Forza Italia, Sel o il Pd - possa occupare per oltre un mese un'area tanto importante per così pochi soldi. Non sarebbe meglio tutelare queste zone, a prescindere da chi organizza l'evento?

«Bisogna da un lato tutelare le zone di pregio, ma dall'altro non penalizzare le manifestazioni politiche che sono effettivamente luogo di confronto e dibattito».

Non prendiamocela solo con Forza Italia, vale anche per una festa dell'Unità: ma se organizzo un evento politico, la parte di approfondimento non dovrebbe essere più estesa di quella commerciale?

«Nell'ultima festa dell'Unità avevamo palchi e spazi per dibattiti politici e attività culturali. E altrettanto avveniva alla festa di Sel. Quando penso a una festa politica mi vengono in mente esperienze di questo tipo, certamente ne esisteranno altre che conosco meno. Per citare un esempio più lontano dalla mia appartenenza, penso ad Atreju di Fratelli d'Italia».

Torniamo alla questione delle tariffe pagate per 39 gazebo commerciali. Circa 900 euro al giorno sembra davvero una svendita del territorio non molto differente da quella degli 8.000 euro per i Rolling Stones. Non dovevate cambiare tutto?

«Nel bilancio del 2015 abbiamo attribuito alle zone di Roma il loro valore commerciale, aggiornando delle suddivisioni delle vie fatte 37 anni fa. Abbiamo differenziato le tariffe a seconda del valore delle vie. Ma se viene confermato quanto riportato dal Messaggero si è fatto passare per iniziativa politica un mercatino commerciale a cui già ora si sarebbero dovute applicare tariffe differenti, certamente più alte».

Aspettando l'esito dell'inchiesta, perché comunque è giusto essere garantisti, resta una domanda: qualcuno pagherà se si dimostrerà che a un suk commerciale natalizio sono stati concessi i benefici destinati ad altre attività?

«Verificheremo certamente tutte le carte e subito dopo potremo dare una risposta. Ma stiamo anche lavorando ai nuovi regolamenti per i mercatini anche per evitare che casi come questi si ripetano. Il testo del nuovo regolamento sarà portato in giunta entro la fine di gennaio».