Mafia Capitale anche nell'hinterland,
Gabrielli: «Sciogliere quattro comuni»

Giovedì 6 Agosto 2015 di Cristiana Mangani
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Una piazza ormai spartita tra le mafie che investono per ripulire il denaro sporco. Il prefetto Franco Gabrielli ne ha tracciato “la mappatura” davanti alla Commissione parlamentare antimafia, dove è stato ascoltato ieri su Mafia Capitale e il degrado della città. E ha sottolineato quanto l'attività illegale di Massimo Carminati e soci sia la naturale evoluzione di «un modello» copiato da Cosa Nostra degli anni '70-80 con l'insediamento a Roma del cassiere Giovanni Pippo Calò, «uomo capace di intessere alleanze sia con la delinquenza della Banda della Magliana sia con frange dell'estremismo nero».

L'HINTERLAND

Buzzi e i suoi compari sono solo una parte di quel sistema che sta divorando la città. Neanche l'hinterland è immune. E il prefetto lo evidenzia: «Non mi pare sia da sottovalutare il campanello d'allarme che risuona in altre località della provincia di Roma, dove di recente si sono verificati gravi episodi di mala amministrazione e si è reso necessario procedere alla sospensione dei sindaci di Marino e Guidonia, entrambi arrestati per gravi fatti di corruzione. Roma e la sua provincia presentano fattori che continuano a renderle permeabili ai traffici illeciti delle organizzazioni criminali». E annuncia: «Ho quattro comuni - Morlupo, Sacrofano, Castelnuovo di Porto e Sant'Oreste - a rischio scioglimento, che sono stati oggetto di accessi delle commissioni. Nei prossimi giorni definiremo una valutazione che porteremo all'attenzione del ministro dell'Interno».

LA DIVISIONE

Il prefetto spiega poi che «i sodalizi storici vedono la Capitale come un terreno strategico per il riciclaggio del denaro sporco, tant'è che la mappa della criminalità organizzata nell'area di Roma individua attive affiliazioni delle tre mafie storiche ognuna in zone precise, il che lascia supporre un accordo spartitorio sia per zone che per interessi». Questa la divisione: «è articolata - dice - la presenza della 'ndrangheta per il riciclaggio con la acquisizione di immobili e attività commerciali, con 'ndrine del Vibonese, Crotonese e Reggino che hanno intessuto rapporti con i sodalizi romani, soprattutto i Casamonica». La Camorra, invece, si concentra in alcune zone ben precise della Capitale, oltre all'investimento di capitali sporchi nel mercato immobiliare del Centro storico i sodalizi campani sviluppano le proprie attività illecite nei quartieri dell'Esquilino con il clan Giuliano, e di Ostiense con il clan Zaza in collegamento con i Mazzarella con interessi sulle attività di ristorazione e alberghiere, ma anche traffico di stupefacenti con il clan Moccia a Tor Bella Monaca. E ancora - sottolinea Gabrielli - «Cosa Nostra fa riferimento alla famiglia Triassi e concentra i propri interessi sul riciclaggio a Ostia insieme al clan Fasciani».

Un ultimo commento è per Buzzi e le sue recenti rivelazioni. «È un imputato che si difende - replica Gabrielli - Fa parte di una strategia. Parliamo di valutazioni che la Procura non necessariamente prenderà in considerazione. Sono le parole dette da una persona che non è nella condizione di libertà, e che difendendosi immagina di fare percorsi di un certo tipo».

Ultimo aggiornamento: 11:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA