PAPA FRANCESCO

Sinodo, Francesco invita i cardinali a parlare con chiarezza, ma solo dentro l'aula: «Non usate Twitter durante il dibattito»

Lunedì 6 Ottobre 2014 di Franca Giansoldati
Papa Bergoglio si sgola: parlate liberamente, serve un vero dibattito; ma poi la struttura del Sinodo, a cominciare dal cardinale Lorenzo Baldisseri, responsabile dell’andamento dei lavori, è orientata ad esercitare un forte controllo.



Per questo ha diramato una serie di raccomandazioni ai padri sinodali riuniti. Vescovi a cardinali pratici sull’uso delle tecnologie e armati di iPhone si sono sentiti limitare il loro potere di comunicazione. Come? «Non usare Twitter durante il dibattito per mantenere la dovuta riservatezza».



Ovviamente non è la censura preventiva, anche perché i padri sinodali non avranno nessun limite a parlare con la stampa al termine della lunga giornata. «Siete liberi di parlare con i giornalisti e dare interviste al di fuori dell'aula sinodale», ha detto ancora Baldisseri, lasciando «alla prudenza di ciascuno la valutazione di cosa dire accompagnando lo sviluppo del dibattito nei suoi diversi temi».



La beatificazione il 19 ottobre di Paolo VI, il Papa che concluse il Concilio vaticano II e «che ha istituito il Sinodo dei Vescovi, accompagnandone i primi passi» concluderà il sinodo. Francesco stamattina ha salutato i 253 partecipanti (191 con diritto di voto); ha ricordato i passi compiuti per giungere al sinodo iniziato oggi, e descritto alcune novità di questa assemblea straordinaria, la terza da quando Papa Montini istituì l'istituto sinodale: «Un'altra novità della metodologia consiste nella Relatio Synodi, cioè il documento che raccoglie la sintesi dei lavori. Questo documento una volta approvato dall`assemblea, sarà consegnato al Santo Padre perché ne disponga a sua discrezione e decisione. Essa sarà anche il punto di partenza per la preparazione della seconda tappa del processo sinodale, cioè la XIV Assemblea Generale Ordinaria prevista per il mese di ottobre 2015. In altre parole, tale Relatio diventerà, con i necessari adattamenti, il Documento Preparatorio per l`Assemblea sinodale successiva».



Il segretario del sinodo, monsignor Forte, fa sapere che bisogna lavorare attorno al concetto di misericodia.



«Dobbiamo farlo anche con un approccio di tenerezza: parlare in astratto ad esempio di divorziati risposati può essere facile, ma a volte ci sono bagagli di sofferenze. Se incontri queste persone capisci le loro sofferenze e quindi capisci che nella dottrina occorrono tenerezza e misericordia». Di più. «Non bisogna fare sentire alla gente la fede come fosse una clava che giudica».



L’arcivescovo di Parigi, il cardinale Vingt Trois, invece, sostiene che ogni padre sinodale si appresta a lavorare con calma, senza avere l’ansia di dovere risolvere tutto subito. «Non siamo smarriti dall'urgenza di risolvere in due settimane i problemi gravi» relativi alla famiglia. Ultimo aggiornamento: 16:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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