Sacerdote gay fa outing, il Vaticano lo rimuove e lui attacca: «Sant'Uffizio è cuore omofobia»

Sabato 3 Ottobre 2015
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Durissimo botta e risposta fra il Vaticano e monsignor Krzysztof Charamsa, il teologo ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede che ha deciso di fare outing, ammettendo ad alcuni media polacchi e in Italia al "Corriere della Sera": «Sono gay, ho deciso di renderlo pubblico, non posso più nascondermi, ho un compagno».

«La scelta di operare una manifestazione così clamorosa alla vigilia della apertura del sinodo appare molto grave e non responsabile, poiché mira a sottoporre l'assemblea sinodale a una indebita pressione mediatica». E questo nonostante il rispetto per le vicende personali.

Questa la dichiarazione del portavoce Vaticano Federico Lombardi, che ha continuato: «A proposito delle dichiarazioni e interviste rilasciate da mons. Kryzstof Charamsa si deve osservare che, nonostante il rispetto che meritano le vicende e le situazioni personali e le riflessioni su di esse, la scelta di operare una manifestazione così clamorosa alla vigilia della apertura del sinodo appare molto grave e non responsabile, poichè mira a sottoporre l'assemblea sinodale a una indebita pressione mediatica. Certamente mons. Charamsa non potrà continuare a svolgere i compiti precedenti presso la Congregazione per la dottrina della fede e le università pontificie, mentre gli altri aspetti della sua situazione sono di competenza del suo Ordinario diocesano».

Sarà il vescovo di Pelplin, in Polonia, a decidere sullo stato di mons. Charamsa. Quest'ultimo è infatti sacerdote diocesano della diocesi polacca, ordinato il 28 giugno del 1997. Nato nel '72, il prelato ha il titolo di monsignore dal 2008. Presso la Congregazione della dottrina della fede ha l'incarico di officiale; è inoltre segretario aggiunto della Commissione teologica internazionale.

Pronta la risposta di Monsignor Charamsa: «Dedico il mio coming out ai tantissimi sacerdoti omosessuali che non hanno la forza di uscire dall'armadio». Alla domanda se ci siano «tantissimi» gay anche in Vaticano ha annuito, commentando: «In ogni società di soli uomini ci sono più gay che nel mondo come tale».

Charamsa ha quindi attaccato: «Devo parlare di ciò che ho subito al S.Uffizio, che è il cuore dell'omofobia della Chiesa cattolica, un'omofobia esasperata e paranoica».

Poi il teologo ha definito papa Francesco «fantastico» perchè «ci ha fatto riscoprire la bellezza del dialogo, non dialogavamo. Ora il sinodo sulla famiglia sia davvero di tutte le famiglie e nessuna sia esclusa». Charamsa chiede al papa anche di modificare il catechismo e afferma che informerà personalmente il pontefice: «Devo ancora consegnargli la lettera».

Ma cosa farà ora che non potrà più svolgere i suoi compiti alla Congregazione per la dottrina della fede, né insegnare nelle università pontificie? «Cercherò lavoro», ha risposto il monsignore, che ha comunque aggiunto che «è pronto per la stampa, in italiano e in polacco, un libro in cui metto la mia esperienza a nudo».

Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre, 09:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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