Papa Francesco a Scampia: la corruzione puzza, il cristiano corrotto puzza

Sabato 21 Marzo 2015
3
dal nostro inviato Franca giansoldati

NAPOLI - Il Papa si immerge nella umanità di Scampia, quartiere tra i più difficili di Napoli, la periferia delle periferie, seconda tappa campana dopo il santuario di Pompei dove è rimasto per una mezzora, il tempo di una preghiera e poi di nuovo sull'elicottero per atterrare sul campo sportivo di questo quartiere ghetto dove vivono 100 mila persone segnate da disoccupazione, povertà, emarginazione, criminalità. Un palco essenziale in piazza, striscioni di benvenuto qui e là. Bergoglio tuona contro la corruzione, la mancanza di lavoro, l'incapacità di un sistema di creare più giustizia.



“Non dobbiamo rimanere zitti. Lo sfruttamento del lavoro va denunciato: alcune settimane fa è venuta da me una ragazza che aveva trovato un lavoro in una agenzia turistica. Lavorava 11 ore per 600 euro al mese senza nessun contributo. Questa è schiavitù”. Bergoglio viene spesso interrotto mentre parla, e giù applausi, urla, gente che si sbraccia. Poi si scaglia contro la corruzione. “E' una parola che non si usa molto oggi. Se noi chiudiamo la porta ai migranti, per esempio, togliamo la dignità alla gente, questo si chiama corruzione. Così tutti noi abbiamo la possibilità di esser corrotti. E' uno scivolare verso gli affari facili, verso la delinquenza, lo sfruttamento delle persone, i reati facili. La corruzione puzza, e la società corrotta puzza. E un crisitano che lascia entrare dentro sè la corruzione non è un cristiano, puzza”. A Napoli il Papa sembra sentirsi napoletano, confessa di amare il dialetto dolce e musicale e l'umanità. L'incoraggiamento alla gente di Scampia è di sentirsi parte del tutto, di lottare per la propria dignità, di credere nella buona politica. “Andare avanti nella pulizia della propria anima, la pulizia della città , della società. Basta con la puzza della corruzione”.





Ultimo aggiornamento: 10:41