Sla, tante docce ma poche donazioni. Il papa su Twitter: «Il vero cristiano fa beneficenza di nascosto»

Domenica 24 Agosto 2014 di Valeria Arnaldi

«Un cristiano sa dare. La sua vita è piena di atti generosi – ma nascosti – verso il prossimo». È bastato un tweet di papa Francesco dall’account Pontifex, ieri, per “gelare” l’Ice Bucket Challenge, virale campagna con secchiate di acqua gelida per sostenere la raccolta fondi per la ricerca contro la Sla, cui il Pontefice era stato chiamato a partecipare dalla cantante Shakira.

Il principio cristiano dell’elemosina segreta («Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra») è stato il tema scelto dal Papa per la sua riflessione social ed è andato subito ad alimentare il dibattito sulla sfida ghiacciata, in Italia divenuto caldo, in particolare, dopo la partecipazione di Matteo Renzi, primo premier a sottoporsi al rituale della secchiata. La campagna, partita in America a fine luglio, tramite i social network si è diffusa rapidamente in tutto il mondo, coinvolgendo gente comune e personaggi noti in un crescendo di video-contributi che vede ogni giorno arricchirsi l’elenco di vip bagnati in performance da milioni di like che, in Italia, però non corrispondono a milioni di donazioni.

LE DONAZIONI ITALIANE

L’Aisla, che ha rilanciato la campagna nel nostro Paese, in questi giorni ha ricevuto 70mila euro, 30mila dei quali ieri. Una cifra considerevole, paragonata al dato complessivo dell’intero 2013 - 1 milione ottocentomila euro - che però mostra qualche carenza se raffrontata alle cifre americane: 53 milioni di dollari in un mese. «In America, le donazioni per la ricerca sono defiscalizzate. In Italia no. Credo che il problema sia questo» dice Massimo Mauro, presidente Aisla. «Visto che ha deciso di fare la doccia gelata, Renzi potrebbe farsi promotore di un’iniziativa di legge che porti all’attenzione la necessità di defiscalizzare le donazioni anche qui. È vergognoso che una Onlus debba pagare l’Iva. Mi piacerebbe che i politici facessero qualcosa di concreto: non c’è un euro pubblico per la ricerca su malattie neurodegenerative, solo fondi privati». Il valore della campagna però rimane. «Siamo straordinariamente contenti – prosegue – Il risultato mediatico è stato fortissimo, proprio grazie ai vip che hanno partecipato. Se pure non avessero effettuato donazioni, non sarebbe importante: conosciamo il valore di testimonial noti». E c’è stato anche l’atteso Effetto Renzi. Almeno in termini di video-docce. Solo ieri, alla catena virtuosa hanno preso parte Roberto Baggio, Checco Zalone, Adriano Celentano, Maria De Filippi e Red Canzian. Pier Silvio Berlusconi ha risposto alla nomina, annunciando una donazione “asciutta”, il neo-ct della nazionale Antonio Conte l’ha rimandata al primo settembre.

I COMMENTI SUL WEB

Nuovi bagnati e nuovi nominati, dal presidente dell’Uefa Michel Platini al ministro delle Riforme e dei Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi. A ognuno il suo video. Personalizzato. I vip hanno scelto di partecipare alla sfida, ognuno a suo modo, da chi si è mostrata in bikini, come Elena Santarelli e Elisabetta Canalis, ai cantanti come Jovanotti e Celentano, sotto la secchiata con chitarra. Un protagonismo che sembra piacere poco al pubblico. La protesta corre sui social, parallela ai video: “Meno docce, più donazioni”.

Ultimo aggiornamento: 18:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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