Taglio dell'Imu, il ministro Boschi: «Ridurremo la spesa pubblica, non i servizi»

Lunedì 3 Agosto 2015

«Ridurre la tassa per la prima casa non significa ridurre i trasferimenti ai Comuni. Non significa tagliare i servizi. Si basa sulla riduzione della spesa pubblica ad iniziare dai ministeri». Lo ha affermato il ministro Maria Elena Boschi alla Festa dell'Unità di Casalgrande, intervistata dal direttore di SkyTg24, Sarah Varetto.

Per quel che riguarda la polemica sollevata oggi dal presidente del Pd Orfini sulla minoranza del Pd, il ministro ha spiegato: «Il presidente Orfini ha usato la parola Vietnam perchè altri l'avevano minacciata, da Chiti a altri. Toccherà a noi giovani esser più saggi di senatori che hanno più esperienza parlamentare ma minacciano la guerriglia parlamentare contro il proprio partito».

Poi la Boschi ha specificato: «Nel Pd dopo aver discusso dobbiamo andare avanti e se non siamo tutti d'accordo come in tutte le migliori famiglie si decide a maggioranza, tanto più se, come finora, è una maggioranza molto ampia del 90% del gruppo. E quando si è deciso chi ha un'idea diversa è normale che faccia un passo indietro rispetto alla maggioranza. Mi stupisce che persone più autorevoli di me mettano in discussione questo principio di democrazia». Infine, l'ultima stoccata: «Chi rema contro sulle riforme si assume la responsabilità di consegnare il nostro Paese ai vari Grillo e Salvini, alle destre populiste. Io questo rischio non lo voglio correre».

La Boschi, parlando del lavoro di riduzione della spesa pubblica che il governo sta portando avanti, ha spiegato che «Nell'ambito della riforma della P.a., che sarà approvata in settimana, all'inizio di settembre il governo eserciterà la delega sulle partecipate, con un provvedimento per l'efficientamento e l'aggregazione delle partecipate statali, poi ci sono quelle comunali e regionali che sono tantissime».

Il taglio delle tasse «è una sfida impegnativa ma siamo abituati alle sfide ambiziose. Abbiamo annunciato un taglio da 50 mld di euro che però tiene conto anche della riduzione delle tasse già fatte lo scorso anno e quest'anno», ha detto ancora il ministro, «La misura degli 80 euro lo scorso anno significa una riduzione del cuneo fiscale per circa 10 mld; poi ci sono 5 miliardi per l'Irap per le imprese. Il prossimo anno avremo una riduzione della Imu e della Tasi per altri 5 mld. Poi 10 mld di riduzione per le tasse alle imprese Ires e nel 2018 per arrivare a ridurre l'Irpef per altri 20 mld».

A proposito della lotta all'evasione fiscale, la Boschi ha sottolineato che «I risultati ci sono stati. Nell'ultimo anno abbiamo recuperato un 7% in più rispetto all'anno precedente. Abbiamo chiuso accordi importanti per la trasparenza fiscale e recuperato capitali» all'estero «che ora saranno tassati» in Italia. «Abbiamo chiuso accordi con la Città del vaticano, siamo il primo paese al mondo a farlo, con la Svizzera, con il Liechtenstein. Abbiamo chiuso accordi mai raggiunti. Abbiamo fatto passi avanti anche nella lotta all'evasione».

Unioni civili. «Come su tutte le riforme, sulle unioni civili bisogna trovare l'accordo più largo possibile se ci riesce», ha spiegato il ministro, «Non siamo in grado di fare questa legge da soli come Pd perchè al Senato non siamo sufficienti. Perciò cerchiamo un accordo con chi decide di darci una mano: dai 5 Stelle, con cui stiamo lavorando e ci stiamo confrontando, ad Area popolare, con qualche difficoltà in più, e anche una parte di Forza Italia. Stiamo cercando di fare un accordo ampio ma l'importante è approvare la legge. Se ognuno fa il più uno perchè vuole una legge perfetta passano altri dieci anni senza che una legge venga approvata. Non è una parolaccia parlare di mediazioni perchè è il lavoro che fa il Parlamento. Smettiamola però di urlare più forte per avere un titolo di più sui giornali e iniziamo ad ascoltarci in Parlamento».

Riforme. «Noi pensiamo che tutto il Pd in modo compatto debba sostenere le riforme. Vorremmo che le riforme avessero il consenso di una parte dell'opposizione ma non perchè siamo spaventati dai numeri. È una scelta politica dire che le regole le scegliamo tutti insieme. Per questo mi auguro che torneremo a votarle insieme al Senato, anche con Fi o con una parte di Fi», ha affermato Maria Elena Bosch, «Non ci trovo nulla di strano, perchè lo abbiamo fatto per un anno. Credo che potranno tornare a votarle con noi a settembre, altrimenti faremo da soli».

Marino e Roma. Il ministro Boschi ha anche affrontato la questione del degrado di Roma e della giunta Marino: «Nessuno mette in dubbio che Marino non sia coinvolto nel malaffare. Adesso è nelle sue mani la possibilità di far rinascere Roma. Non basta sia pulito lui ma che sia pulita Roma», ha detto la Boschi, «Non ci sono state discussioni o crisi particolari. Quello che abbiamo chiesto al sindaco Marino è quello che chiedono tutti i cittadini. Come Pd lo appoggiamo. Così come il governo farà tutto per gli appuntamenti importanti che attendono la città: non solo il Giubileo ma anche la scommessa delle Olimpiadi».

Ultimo aggiornamento: 4 Agosto, 00:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA