MATTEO RENZI

Renzi da Napolitano, colloquio su legge elettorale e riforme. Il sindaco twitta: il rimpasto? #chenoia

Lunedì 13 Gennaio 2014
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ROMA - Colpo di freno sull'ipotesi di rimpasto di governo. A bocciare un rimescolamento di carte nella compagine di Enrico Letta è il segretario del Pd Matteo Renzi al quale basta un tweet per troncare di netto, con due 'hashtag', le voci degli ultimi giorni. «Parlare di rimpasto è roba da Prima repubblica #chenoia. Vi prego: parliamo di #coseconcrete». La presa di posizione in 140 caratteri arriva dopo l'incontro di un'ora al Quirinale con il presidente della Repubblica, ufficialmente dedicato, secondo la nota ufficiale, ad «uno scambio di idee su prospettive, confronto e iter per la riforma della legge elettorale e per le riforme istituzionali, in attesa della sentenza della Consulta sulla legge elettorale».



La sentenza, con le sue motivazioni, è stata pubblicata stasera. Nel frattempo a Montecitorio sono iniziate le audizioni degli esperti sulla riforma del sistema di voto, in vista dell'appuntamento per l'aula fissato per il 27 gennaio. Da Città del Messico, dov'è in missione ufficiale, il premier Enrico Letta ostenta ottimismo: sul fatto che l'Italia possa finalmente fare le riforme «grazie al ringiovanimento dei leader politici» e sull'anno che si è appena aperto, sul versante dell'economia: «Il 2014 -dice il premier- è un anno fondamentale, è il primo anno che non si apre con l'emergenza finanziaria, è il primo anno che si apre con le opportunità delle riforme e le opportunita della crescita. Ecco perchè i ritardi del passato oggi possiamo e dobbiamo superarli».



«La situazione è difficile, ci sono segnali di ripresa ma la disoccupazione cresce. Il Pd non ha più alibi. Questo governo siamo noi, le colpe e gli errori sono i nostri». Lo ha detto Matteo Renzi, parlando alla riunione in corso al Pd.«Il governo deve lavorare per tutto il 2014 e fare le cose bene». E ancora: «Io non ho chiesto il rimpasto, il Pd non l'ha chiesto se il premier ritiene nella sua autonomia di fare piccole o grandi modifiche noi siamo a disposizione ma il rimpasto non è oggetto di discussione del Pd».



Sulla legge elettorale «abbiamo costretto tutti a scoprire le carte. Il Mattarellum ha i pregi del rapporto con il territorio. Lo spagnolo puro non ha senso senza premio e il doppio turno senza preferenze va contro le indicazioni della Consulta». Lo ha detto Matteo Renzi durante l'incontro con i capigruppo al Pd secondo quanto viene riferito da alcuni partecipanti.



La sentenza del Tar in Piemonte. È bislacco che in un Paese normale si arrivi alla sentenza del Tar 4 anni dopo, ad un anno dalla scadenza naturale. Ci sono quindi tre elezioni regionali, 27 comuni capoluogo dove siamo 15 a 12 per noi negli uscenti e poi le elezioni europee».






Nella maggioranza, tuttavia, le fibrillazioni sono legate al caso del ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo, finita nel mirino delle polemiche per la vicenda della Asl di Benevento. Oggi è il giorno della solidarietà del Nuovo centrodestra nei suoi confronti. Ma lei, che ieri si era detta pronta a chiarire tutto in Parlamento, è già in cima all'agenda del Movimento Cinque Stelle che, con il neo capogruppo a palazzo Madama Maurizio Santangelo, chiede per lettera al presidente del Senato Pietro Grasso che il ministro renda comunicazioni in aula a palazzo Madama e prefigura da subito una mozione di sfiducia. Il marito di De Girolamo, Francesco Boccia, presidente Pd della commissione Bilancio di Montecitorio dice di comprendere «chi chiede le dimissioni, è successo molte altre volte e sono le regole della politica» ma ci sarà un dibattito e il ministro si difenderà da sola, è in grado di farlo». Strenua la difesa del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi: «Forza Nunzia -esorta- non sarà una campagna di stampa fondata su una registrazione abusiva di un indagato, in cui non c'è traccia alcuna di reato, a deprimerci e farci venire meno dal nostro impegno».



A denunciare la violazione della privacy è la vice presidente del gruppo Ndc, Laura Bianconi, che definisce «imbarazzante in questa assurda vicenda il silenzio sulla violazione della privacy. È in atto un barbaro attacco che parte da una palese e gravissima offesa alla riservatezza del proprio domicilio». E la testata on line del movimento, 'L'Occidentale', prende di mira Alessandro Sallusti, per un commento sul 'Giornale' definito «nel solco di Lenin».
Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio, 08:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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