FIDUCIA

Renzi fiducia alla Camera, 378 sì
«Più tasse sulle rendite finanziarie»

Martedì 25 Febbraio 2014
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Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ottenuto la fiducia anche alla Camera: 378 sì, 220 no e un astenuto. Ieri l'esecutivo aveva superato il passaggio del Senato, ottenendo, con 169 voti a favore e 139 contrari.



Passato lo scoglio il premier è stato intervistato a Ballarò: «Non c'è da mediare ma da tirare, da trainare. L'obiettivo finale è la riforma del lavoro, semplificare il fisco, modificare la Pa, cambiare la giustizia, per fare questo sono tutti d'accordo da trent'anni ma poi non lo fanno. Io vado avanti, al massimo mi mandano a casa. Se la politica sbaglia va in malora il Paese».



«Sì, c'è spazio per aumentare la tassazione delle rendite finanziarie, non dico sui Bot ma sulle rendite pure, questo per abbassare il costo del lavoro», comunque bisogna «attendere la riforma complessiva del sistema fiscale». «Abbiamo una tassazione sulle rendite finanziarie tra le più basse in Ue».

«Entro un mese diamo il percorso preciso su quanto e dove prendiamo i soldi per la riduzione di due cifre percentuali del cuneo fiscale».



Critiche al M5s «Oggi sono rimasto colpito dai grillini, pensavo volessero confrontarsi e invece si sono messi tutti a schioccare le dita come la famiglia Addams; vanno sopra i tetti e intanto fuori dal Palazzo la gente aspetta che le cose si facciano»: così Matteo Renzi intervistato a palazzo Chigi da Giovanni Floris per Ballarò. «Spero i grillini vogliamo parlare di cose concrete e non si limitino a imitare la famiglia Addams» Lei non piace ai grillini? «A me basta piacere agli italiani. Anzi può darsi che non piaccia neanche agli italiani ... ma bisogna uscire dalle secche della inconcludenza».





Prima del voto a Montecitorio la replica del premier: «Io non sono un onorevole ma voi siete onorevoli, degni di onore. Entrando mi sono detto quanto siate fortunati tutti i giorni, perchè ci facciamo un callo, ma sedete in posto dove grandissimi della nostra storia, di diverse estrazioni politiche e culturali, hanno seduto». ​«Lo sblocco totale dei debiti delle pubbliche amministrazioni deve costituire uno choc».





A Tunisi Il primo viaggio di Renzi all'estero, con il ministro degli Esteri Mogherini, «non sarà a Bruxelles, non sarà a Berlino ma sarà a Tunisi, la settimana prossima, nel cuore di quel mare nostrum che noi speriamo ritorni centrale».

«Per questo governo non ci sono alibi: se ci riusciremo abbiamo fatto il nostro dovere, se non ci riusciremo sarà solo colpa nostra; non è un atto di coraggio ma di responsabilità».



Democrazia interna «Nel Pd siamo siamo abituati a confrontarci in modo non formale e quando dobbiamo confrontarci e discutere, litigare, lo facciamo avendo il coraggio di riconoscere che chi vince ha la maggioranza e chi resta sta nello stesso parito»: è «la democrazia interna, provatela anche voi, non fa male e consente di essere persone migliori».



«L'Europa oggi non dà speranza - dice ancora il premier - perché abbiamo lasciato che il dibattito sull'Europa fosse solo virgole e percentuali. Noi vogliamo un'Europa dove l'Italia non va a prendere la linea per sapere che cosa fare, ma dà un contributo fondamentale, perchè senza l'Italia non c'è l'Europa».



La legge elettorale Renzi torna anche alla Camera a spiegare la nascita del suo governo fuori da un passaggio elettorale. Come ieri al Senato, infatti, il premier ha sottolineato che il Paese ha oggi «un'unica chanche: quella di sfruttare la timida ripresa per cambiare profondamente. Questo cambiamento radicale - ammette - avrebbe meritato un passaggio elettorale, ma solo se ci fossero state le condizioni di creare una maggioranza stabile, solida e responsabile del mandato degli elettori». Così non era e «se avessimo avuto un passaggio elettorale come un anno fa, il problema si sarebbe riprodotto».



Le tasse «La delega fiscale, che utilizzeremo nel momento in cui ci sarà affidata, in prospettiva deve diventare strumento per abbassare le tasse».

Sulla riduzione del cuneo fiscale «La doppia cifra è riferita ai miliardi e non alle percentuali. Se se si riduce di 10 miliardi non credo sia giusto fare sorrisi ironici, se arriveranno contributi anche su questo tema da opposizioni vi saremo grati».



I marò Rispetto ai «fucilieri di marina trattenuti in India il loro senso dell'onore richiede da parte del nostro governo un identico senso dell'onore che non mancherà nel tentativo di risolvere rapidamente la vicenda».







«Ok il Senato, adesso la Camera. Poi si inizia a lavorare sul serio. Domani scuole, lavoratori, imprenditori, sindaci a Treviso.#lavoltabuona», ha scritto stamani poco dopo le 7 su Twitter il presidente del Consiglio.



«Servono sogni e coraggio e se falliamo sarà solo colpa mia», ha detto ieri il premier nel suo irrituale discorso a Palazzo Madama. Dal presidente Barack Obama sostegno a Renzi su crescita e lavoro. In casa M5s oggi assemblea sull'espulsione dei quattro dissidenti che hanno criticato il leader Beppe Grillo.



Scontro M5s-Boldrini. Scambio di colpi verbali tra il deputato 5 stelle Carlo Sibilia e la presidente Laura Boldrini. Parlando del Fondo per le piccole e medie imprese a cui il presidente del Consiglio ha fatto cenno ieri, Sibilia ha incalzato Renzi dicendo: «Il fondo c'è già, ci devi solo mettere i soldi dentro. A Mattè sveglia!». Parole subito stoppate dalla presidente: «Usi un tono consono. Se vuole attenzione - ha affermato Boldrini - sia in grado di esprimersi in modo adeguato. Parli, forza!». «Presidente - è stata la replica del deputato M5S - che fa? Mi vuole ghigliottinare come ha già fatto il 29 gennaio?».



La denuncia. Roberta Lombardi, la deputata M5S che è già stata capogruppo dei grillini alla Camera ha querelato la presidente della Camera. A far scattare la denuncia la contestata partecipazione della terza carica dello Stato a Che tempo che fa, la trasmissione di Fabio Fazio in cui Boldrini, dopo gli scontri in Aula seguiti all'applicazione della cosiddetta ghigliottina sul dl Imu-Bankitalia, parlò del M5S come di una forza politica «eversiva», e, soffermandosi su una serie di attacchi piovuti contro di lei sul blog di Beppe Grillo, si riferì agli utenti del blog etichettandoli come dei «potenziali stupratori».



Il gelo di Fassina. «Il mio voto non è il conferimento di una delega in bianco. Sul piano programmatico vi è la più ampia disponibilità possibile ma valuterò esclusivamente il merito dei provvedimenti». Lo ha detto l'esponente del Pd Stefano Fassina nel suo intervento in aula alla Camera sulla fiducia al governo Renzi. «Nel suo discorso - ha detto Fassina - ho visto un cambiamento nello stile comunicativo ma meno nella sostanza dell'analisi e nei riferimenti programmatici. C'è ancora continuità con un paradigma che non funziona. Il punto di fondo è il nostro rapporto con l'Unione europea: di fronte a un'Eurozona sulla rotta del Titanic la retorica europeista non basta, serve un'altra Europa. L'europeismo dei padri fondatori è mortificato da chi guida oggi l'Ue». Fassina comunque voterà la fiducia a Renzi «per consapevolezza della delicata fase politica e per la necessità di tentare anche la più minuta possibilità di ricostruzione morale e civile del Paese. Ciò non abbrevia la distanza di analisi - ha sottolineato ancora - e il mio voto non è infatti il conferimento di una delega in bianco. Sul piano programmatico vi è la più ampia disponibilità possibile ma valuterò esclusivamente il merito dei provvedimenti». Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio, 08:31
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