Legge elettorale, Napolitano: «Fate presto»: schema di riforma in Senato

Giovedì 24 Ottobre 2013
Il presidente Napolitano
Vertice al Quirinale in mattinata tra Giorgio Napolitano, i capigruppo della maggioranza in Senato e i ministri Gaetano Quagliariello e Dario Franceschini per fare il punto sulla legge elettorale. All'incontro era presente anche la presidente della commissione affari costituzionali Anna Finocchiaro.

«Il presidente della Repubblica si augura che il nostro lavoro sulla legge elettorale sia celere e chiede di essere informato se ci sono rallentamenti». Lo riferisce il relatore Donato Bruno (Pdl), insieme alla collega Doris Lo Moro (Pd), al termine della seduta della commissione del Senato sulla legge elettorale.



Dopo l'incontro di questa mattina al Quirinale tra i capigruppo di maggioranza del Senato e il presidente Giorgio Napolitano, i componenti della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama hanno chiesto alla presidente Anna Finocchiaro, presente al colloquio che verteva sulla legge elettorale, di riferirne i contenuti. «La presidente - spiega Donato Bruno al termine della seduta - non ha ritenuto di entrare nel merito del colloquio, come giusto, ma ci ha detto che il capo dello Stato si augura che il lavoro sia celere e chiede di essere informato se ci sono rallentamenti». Napolitano, ha ribadito che l'orizzonte temporale cui guardare è quello del 3 dicembre, data in cui la Consulta si riunirà sulla questione della eventuale incostituzionalità del Porcellum. «L'incontro - racconta Finocchiaro - è stato molto disteso. Per ragioni di riserbo istituzionale non posso aggiungere altro, se non che il presidente era molto informato sull'andamento dei nostri lavori sulla legge elettorale e ha incoraggiato il Senato e il Parlamento ad andare avanti» sulle modifiche al Porcellum, come da lui con forza detto appena ieri davanti alla platea dell'Anci.



I relatori Renato Bruno (Pdl) e Doris Lo Moro (Pd) presentano in commissione Affari costituzionali al Senato uno schema di riforma della legge elettorale, indicando i punti di accordo, ma anche i nodi da sciogliere. Il Pd vuole infatti il secondo turno, il Pdl no e propone un premio di maggioranza. Il Pd vuole le preferenze, il Pdl liste bloccate.



Contro il vertice al Quirinale si è schierata la Lega. «Con il voto di ieri -attacca l'ex ministro del Carroccio Roberto Calderoli - la Lega ha dimostrato con il 100% delle presenze dei suoi senatori di essere l'unica forza a volere veramente le riforme, ivi compresa quella elettorale ma altrettanto ritengo inaccettabile, inaudito e assolutamente non previsto dalla Costituzione il vertice di maggioranza che di fatto ha convocato oggi il presidente Napolitano al Quirinale».
Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre, 16:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA