Tunisia, agenti armati sulle spiagge dopo la strage ma i turisti fuggono

Sabato 27 Giugno 2015
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Ancora sangue in Tunisia.

Trentasette turisti sono stati uccisi in spiaggia da jihadisti arrivati dal mare. L'attacco è avvenuto a dieci chilometri da Sousse, a Port El Kantauoi, fra i clienti dell'hotel Rui Imperial. Non ci sono conferme che tra i morti ci siano anche italiani. Le vittime sono tedesche francesi, belghe, e anche ceche, polacche e un irlandese.

LE VITTIME BRITANNICHE

Per quanto riguarda la Gran Bretagna di almeno 15 morti il bilancio dei turisti britannici rimasti uccisi: lo ha confermato il Foreign Office, scrive la Bbc, mentre il sottosegretario agli Esteri Tobias Elwood ha avvertito che il bilancio potrebbe ancora salire. Si tratta, ha detto, «del più grave attentato contro cittadini britannici» dagli attentati del 7 luglio 2005 a Londra.

I sostenitori dello Stato islamico hanno rivendicato su Twitter la paternità dell'attacco. La dichiarazione è simile ad altre diffuse precedentemente dall'Isis e spiega che «un soldato del califfato» ha attaccato le «tane della fornicazione, del vizio e dell'apostasia» e questo «malgrado le misure» di sicurezza «rafforzate attorno a queste tane». La maggior parte delle persone uccise, aggiunge, sono per la maggior parte cittadini «di Stati dell'alleanza crociata che combatte lo Stato del Califfato».

Pubblicata anche una fotografia del presunto attentatore, il cui nome di battaglia sarebbe Abu Yahya al-Kairouani. L'Isis aveva già rivendicato l'altro attentato contro una moschea a Kuwait City, che ha fatto sempre ieri almeno 25 vittime.

Contrariamente a quanto emerso subito dopo l'attacco a Sousse, l'autore della strage era noto ai servizi segreti tunisini perchè frequentava estremisti salafiti. Secondo "Kapitalis", il 23enne Seifeddine Rezgui apparteneva inoltre al gruppo universitario della 'Gioventu' islamica' e frequentava un master in ingegneria informatica. Nato a Gaafour, nel governorato di Siliana, era stato segnalato in alcune moschee salafite gestite da estremisti islamici, ma la sua fedina penale era pulita.

Il governo tunisino chiuderà 80 moschee che operano al di fuori controllo statale e accusate di incitamento alla violenza. Lo ha annunciato il capo del governo tunisino, Habib Essid. «Tutte le moschee chiuderanno entro una settimana», ha detto Essid, aggiungendo che alcuni di questi centri di predicazione «continuano a diffondere la loro propaganda e il loro veleno per promuovere il terrorismo».

Solo settanta giorni fa la strage al museo Bardo di Tunisi con 26 morti. Per la Tunisia l'attacco rischia di mettere definitivamente in ginocchio il turismo. Ieri a metà pomeriggio un volo della compagnia belga Jet Airfly, che stava quasi per atterrare a Efidha, l'aeroporto di Sousse, ha deciso improvvisamente di far marcia indietro e ritornare a Bruxelles.

Il primo ministro tunisino Habib Essid ha annunciato che da luglio saranno in azione ufficiali armati per garantire la sicurezza dei turisti in Tunisia, ma nonostante questo sono migliaia i visitatori stranieri che oggi hanno lasciato il Paese, all'indomani della strage.

L'attentato rivendicato dallo Stato Islamico è il peggiore della storia recente della Tunisia, la culla delle primavere arabe. L'effetto sarà devastante per il turismo tunisino, già colpito dall'attacco sferrato il 18 marzo da un commando contro il Museo nazionale del Bardo a Tunisi e costato la vita a 21 turisti stranieri, tra cui quattro cittadini italiani, e a un agente della sicurezza tunisina. Il turismo rappresenta il sette per cento del Pil tunisino e dà lavoro ad almeno 400mila persone, in modo diretto o indiretto.

Il presidente Esseebsi continua a invocare una «strategia globale» contro il terrore ma intanto il sogno segreto tunisino di restare l'unica nazione sicura del Maghreb è miseramente fallito.

Ultimo aggiornamento: 28 Giugno, 09:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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