Strangola la figlia 19enne che rifiuta il matrimonio combinato: si era innamorata di un non musulmano

Lunedì 28 Settembre 2015 di Federica Macagnone
Un'onta, un disonore insopportabile: la figlia che avevano cresciuto sotto i rigidi dettami della religione musulmana era ormai vittima della cultura occidentale ed era stata sorpresa a rubare preservativi in un supermercato per far sesso con un ragazzo “proibito”. Una situazione intollerabile che Asadullah Khan, 51 anni, e la moglie Shazia, 41, hanno pensato di risolvere uccidendo la loro figlia maggiore, Lareeb, 19 anni, strangolandola nella notte nella loro casa di Darmstadt, in Germania.



A gennaio scorso la ragazza e il padre avevano avuto l'ennesimo litigio. Lareeb non indossava più da tempo il velo ed era rimasta a dormire per diverse notti fuori casa. Inoltre era stata sorpresa dalla polizia a rubare preservativi prima di incontrare il ragazzo che lei amava ma che i genitori non avevano mai accettato: per lei esisteva solo la possibilità di un matrimonio combinato in Pakistan, come quello che aveva unito la madre e il padre. E così, convinto che la figlia avrebbe arrecato solo ulteriore disonore alla famiglia, Khan si è intrufolato nella stanza di notte e l'ha strangolata davanti agli occhi della moglie. I due hanno vestito Lareeb con i tradizionali vestiti musulmani, hanno caricato il corpo in auto e lo hanno abbandonato in un terrapieno poco fuori la città di Darmstadt.



Una volta scoperto il cadavere, Khan, con le lacrime che gli rigavano il volto, ha ammesso l'omicidio: adesso lui e la moglie sono sotto processo per omicidio. Shazia in aula ha parlato di una situazione di oppressione in una casa dove il marito spadroneggiava. «Quella notte non sono riuscita a fermarlo – ha detto la donna – Ho i reumatismi e non ho avuto la forza di combattere. Volevo urlare, ma non ci sono riuscita».



Ma questa circostanza è stata presto smentita da Nida, 14 anni, sorella più piccola di Lareeb, che ha deciso di rompere i ponti con la famiglia dopo l'omicidio e ha descritto in aula una situazione in casa totalmente diversa. «Mia madre non era una donna oppressa da mio padre – ha raccontato l'adolescente – Poteva fare quello che le pareva ed era rigorosa tanto quanto mio padre. Aveva l'abitudine di picchiarmi con un bastone. Non ha mai permesso a mia sorella di parlarle del suo fidanzato. Mio padre diceva sempre che lei si sarebbe sposata forzatamente in Pakistan».



Il padre killer, che non parla tedesco, in aula ha semplicemente detto che amava sua figlia. Ma queste parole non lo salveranno da un processo e da una pena che dovrà rendere giustizia a una giovane vita spezzata. Ultimo aggiornamento: 30 Settembre, 09:13

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