Il Papa in visita a Manila: centinaia di bimbi vagabondi incarcerati e tenuti in condizioni disumane per “ripulire” la città

Mercoledì 14 Gennaio 2015 di Federica Macagnone

Ragazzi e bambini di qualunque età, anche di cinque anni, portati via dalla strada e ingabbiati brutalmente in centri di detenzione accanto

a criminali adulti, tenuti in condizioni disumane, molte volte incatenati, picchiati o addirittura abusati, costretti a dormire sul pavimento, a magiare avanzi di cibo che vengono lasciati in terra, a espletare i bisogni corporali dentro alcuni secchi.

Non è un film dell'orrore, ma l'operazione di "pulizia" che, secondo la denuncia del MailOnline, è stata attuata in questi giorni dalle autorità filippine per "abbellire" la capitale Manila in occasione della visita del Papa che domenica celebrerà la messa al Rizal Park: un evento al quale parteciperanno milioni di persone e che sarà seguito dalle tv di tutto il mondo. Un evento nel quale, evidentemente, non deve apparire alcun segno di povertà e disperazione, nessun segno di abbandono nei confronti dell'infanzia e degli adolescenti. Per questo motivo, povertà e disperazione sono state "eliminate". Non con provvedimenti legislativi o economici, ma con la classica tecnica del "nascondere la polvere sotto il tappeto".

I vagabondi, i poveri, gli "scarti" della società sono stati letteralmente "eliminati" dalle strade, affinché non fossero visibili e non disturbassero la bellezza dell'evento, e rinchiusi fino alla fine della visita papale. Poi, quando lunedì Francesco si alzerà in volo per Roma, verranno liberati e rimessi da dove venivano: in mezzo a una strada. Il tutto in barba alle leggi sulla tutela dei minori e alla faccia della grande attenzione che proprio Papa Francesco ha sempre avuto per i diseredati. Proprio a proposito del suo arrivo a Manila, dove incontrerà le vittime del tifone che nel novembre 2013 provocò oltre ottomila morti, si è raccomandato con l'arcivescovo della città di spendere poco per i preparativi e le cerimonie, conscio che nel Paese il denaro deve servire innanzitutto ad aiutare i poveri.

Lo staff di MailOnline è riuscito ad avere accesso a un centro di detenzione accompagnando il missionario irlandese Padre Shay Cullen, 71 anni, più volte candidato al Nobel per la pace, che ha liberato un bimbo di sette anni, Mak-Mak, per portarlo alla sua Fondazione Preda che dà rifugio ai bimbi abbandonati. In quel centro di detenzione dove i bambini vengono trattenuti, spesso i funzionari ignorano o non riescono a individuare i casi di abusi e violenze. Un prigioniero adulto, Paulo, ha detto: «Ci sono molti bambini portati qui ultimamente. Ci hanno detto che sono stati prelevati da sotto i ponti stradali in cui il Papa si recherà».

Padre Shay Cullen, esasperato, ha detto: «Quel bimbo ha solo sette anni ed è dietro le sbarre. Questo è completamente al di sotto della dignità umana, i diritti di tutti i bambini qui vengono violati. Non c'è educazione. Non c'è nessun intrattenimento. Non c'è adeguato sviluppo umano. Non vi è nulla da mangiare e devono dormire su un pavimento di cemento. Non c'è alcun procedimento giurisdizionale regolare. Questi ragazzi sono totalmente senza protezione. Non hanno rappresentanza legale. Vengono messi in carcere e abbandonati a se stessi».

Papa Francesco lavò i piedi dei detenuti in un carcere minorile di Roma nel 2013, ma Padre Shay Cullen, che ha realizzato una missione per aiutare i bambini nelle Filippine 40 anni fa, ha detto: «Purtroppo, non c'è modo che il Papa possa visitare questi centri di detenzione a Manila, che sono una vergogna per la nazione. I funzionari, qui, resterebbero terrorizzati dalla prospettiva che il Papa possa vedere che i bambini vengono trattati in questo modo».

L'operazione di "ingabbiamento" dei bambini di strada in vista della visita del Papa è stata effettuata nonostante la rabbia popolare suscitata alla fine dell'anno scorso da un'immagine che ritraeva un bimbo scheletrico di 11 anni che giaceva in terra, semi-morto, in un altro noto centro di detenzione, il Reception Manila e Action Centre (RAC).
Il ragazzo, che condivide con il Papa il nome Francesco, ora si sta riprendendo in una casa per bambini gestito da un ente di beneficenza, ma le proteste provocate dal suo caso non sono riuscite a fermare le condizioni nei 17 centri di detenzione della città, dove si stima che siano detenuti 20.000 bambini ogni anno. Ultimo aggiornamento: 19:15

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