L'omicidio della ventenne Ozgecan Aslan. Uomini che indossano la gonna per denunciare violenza sulle donne

Sabato 21 Febbraio 2015 di Stefania Piras

"Indossa una gonna per Ozgecan", così recita su twitter l’hashtag partito dall’Azerbaigian per protestare contro l’omicidio di Ozgecan Aslan, la ventenne turca che era rimasta l’ultima passeggera sull’autobus e ha dovuto lottare contro lo stupro prima di essere uccisa e poi bruciata a Mersin.

La rivolta sta andando avanti da giorni e ora in Azerbaigian, paese dalla forte impronta tradizionalista, è partita la campagna tra gli uomini che si stanno fotografando in minigonna per ricordare Ozgecan e per denunciare la violenza contro le donne. Sui social migliaia di utenti hanno moltiplicato i messaggi di sdegno. Su facebook si legge: “Se una minigonna significa immoralità o un semplice invito, anche noi vi mandiamo un invito” e sotto compare la foto con le irsute gambe maschili in bella vista e la gonna corta.

E’ l’eterno dibattito che divide chi afferma che indossare un capo di abbigliamento non può essere alla base di una violenza e chi dice che la malcapitata non può non aspettarselo e in sostanza “se l’è andata a cercare”. “Ma cosa volete ottenere?”, “Sono proteste efficaci forse in Europa, non qui”. Ci sono anche utenti, donne e uomini, che rispondono così alle foto dei maschi azeri in gonnella con le facce dure e serissime.

Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio, 16:44

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