Greta e Vanessa dai Pm: «Nessuna violenza». Gentiloni: «Inaccettabile dire che se la sono cercata»

Venerdì 16 Gennaio 2015
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Vanessa Marzullo e Greta Ramelli sono state sentite nella caserma del Ros in via di Ponte Salario per alcune ore dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dai sostituti Sergio Colaiocco e Francesco Scavo.

Sul rapimento i magistrati avevano aperto un'inchiesta per sequestro di persona con finalità di terrorismo.

Il governo italiano, come d'uso, nega di avere pagato un riscatto. «Solo illazioni», ha tagliato corto il ministro degli esteri, Paolo Gentiloni. Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, ieri ha parlato di un versamento di 12 milioni di dollari. «Sottolineo che le due connazionali non hanno mai purtroppo informato le autorità italiane della loro intenzione di raggiungere la Siria nè del loro avvenuto ingresso nel paese», ha voluto ribadire Gentiloni, riferendo sulla liberazione delle volontarie.

Gentiloni. «Questa mattina, poco dopo le 4 a Ciampino, ho dato il bentornato a Greta e Vanessa: l'ho fatto a nome del governo e a nome dell'Italia intera», ha detto il ministro degli Esteri, intervenendo alla Camera sulla liberazione delle due ragazze italiane, accompagnato da un applauso dell'aula. «Voglio ringraziare i servizi di intelligence, l'unità di crisi della Farnesina e tutte le autorità che con un gioco di squadra hanno portato ad un risultato importantissimo», ha proseguito Gentiloni.

«Siamo contrari al pagamento di riscatti», ha poi sottolineato il ministro. «L'Italia - ha detto - in tema di rapimenti si attiene a comportamenti condivisi a livello internazionale, sulla linea dei governi precedenti: è la linea dell'Italia». «L'Italia, nella lotta al terrorismo non accetta lezioni da nessuno: siamo in prima fila, da tanti anni, dall'11 settembre e lo ribadiremo alla conferenza internazionale dei principali paesi della coalizioni anti-Isis», ha aggiunto Gentiloni.

«Considero inaccettabile che qualcuno abbia detto che Vanessa e Greta se la siano cercata», ha poi affermato Gentiloni. «L'Italia ha bisogno di questi cooperanti e di questi volontari», ha aggiunto. «Leggo in queste ore di molti inviti alla prudenza e li condivido. E so che Greta e Vanessa saranno le prime a condividerli, dopo la drammatica esperienza che hanno vissuto. Tali inviti valgono per tutti, cooperanti e lavoratori, turisti e missionari, giornalisti», ha continuato Gentiloni.

«Un pensiero speciale alle famiglie di Padre Dall'Oglio e Lo Porto. Ancora due vicende che hanno bisogno dell'Italia cui stiamo lavorando con massimo impegno e discrezione», ha poi ricordato il titolare della Farnesina parlando dei due ostaggi italiani ancora nella mani dei rapitori.

L'interrogatorio. I pm Sergio Colaiocco e Francesco Scavo hanno ascoltato in una caserma dei Carabinieri, a Roma, Greta e Vanessa. Le due ragazza in precedenza sono state portate all'ospedale militare del Celio per un controllo medico.

Il rientro. Le due ragazze sono scese dal Falcon dell'Aeronautica militare alle 4,20, dopo un volo di tre ore dalla Turchia. Ad accoglierle sulla pista Gentiloni, che oggi riferirà alla Camera sulla vicenda. Entrambe le ragazze indossavano giubbotti scuri con il cappuccio tirato sul capo, pantaloni neri e scarpe da ginnastica bianche e rosse. Apparivano molto provate e non hanno salutato la folla di giornalisti e cameraman che le attendeva. Sono subito entrate con il ministro nell'edificio dell'aeroporto militare.

Poi un lungo e commosso abbraccio con i rispettivi genitori, parenti ed amici giunti dalla Lombardia, avvenuto in una saletta dell'aeroporto di Ciampino, lontano da giornalisti, fotografi e telecamere. Le famiglie delle due ragazze - a quanto si è appreso - sono giunte in auto, un po' in ritardo a causa di una foratura: per Vanessa i genitori e il fratello; per Greta, oltre ai genitori, il fratello e la sua fidanzata, anche due amiche, compagne delle scuole medie, volontarie anche loro. Lacrime di gioia e abbracci per Greta e Vanessa che, nonostante la stanchezza hanno poi scambiato con parenti ed amici qualche frase, prima di concludere le procedure di rito e lasciare l'aeroporto.

Vanessa, di Brembate, in provincia di Bergamo, è una studentessa di Mediazione linguistica. È stata lei ad organizzare il progetto Horryaty, che riuniva varie associazioni di volontariato per portare medicine in Siria e tenere corsi di formazione di primo soccorso. Greta, 20 anni, di Gavirate (Varese), è una studentessa di scienze infermieristiche e volontaria della Organizzazione internazionale di Soccorso. Ha svolto esperienze di cooperazione in Zambia e a Calcutta.

Il rapimento. Le due giovani erano state rapite il 31 luglio del 2014 nel nord della Siria, fra Aleppo e Idlib. In seguito, erano state cedute dai rapitori al fronte Al Nusra, il ramo siriano di al Qaida. Il 31 dicembre

era stato diffuso un video in cui le due ragazze, vestite con un chador nero, chiedevano aiuto dal governo italiano e dicevano di rischiare di essere uccise.

Le ultime notizie delle due ragazze erano arrivate tramite un video comparso su YouTube il 31 dicembre scorso: un drammatico appello all'Italia affinché si facesse presto a portarle in salvo. Le due ragazze erano partite dall’Italia per una missione di volontariato in Siria per conto del gruppo Horryaty.

Le due volontarie saranno presto ascoltate dai pm di Roma. I magistrati del pool antiterrorismo della capitale sono in attesa in queste ore di un'informativa da parte dei carabinieri del Ros e della Digos. La notizia della liberazione è stata accolta con grande soddisfazione negli uffici di Piazzale Clodio.

«Greta e Vanessa libere, risultato di intenso lavoro di squadra dell'Italia». Così la Farnesina ha confermato la liberazione in un tweet dopo che voci sulla liberazione di Greta e Vanessa avevano cominciato a circolare su internet e social network.

Un tweet di un canale della rete televisiva Al Jazeera sostiene che le due giovani italiane rapite nel nord della Siria siano state liberate dall'ala siriana di Al Qaeda: «Il fronte Al-Nusra libera le due donne italiane trattenute da inizio del mese ad Aleppo, in Siria», è scritto nel tweet di Al Jazeera Mubasher (@almubasher).

«Matteo Renzi ci ha telefonato per darci la notizia», ha detto Matteo Ramelli, fratello di Greta. «La Farnesina ha fatto un lavoro fantastico - ha aggiunto - li ringrazio e ringrazio anche i nostri concittadini che sono stati meravigliosi. È l' ora della gioia ora aspettiamo Greta a casa». «È una grande gioia», commenta Salvatore Marzullo, papà di Vanessa, pochi minuti dopo aver appreso della liberazione della figlia. Marzullo lavora in un ristorante di Verdello, il paese dove da qualche tempo vive appunto con la figlia. Ma quella della figlia, secondo lui, è stata una «scelta sbagliata. Molte volte solo il coraggio non serve: bisogna usare la testa. Io ho cercato di dissuaderla, ma era un suo desiderio, una sua convinzione al cento per cento. E purtroppo, essendo maggiorenne, io le ho dato tutti i consigli del mondo, ma ha preso la sua strada è purtroppo si è rivelata sbagliata».

«Siamo felicissimi della notizia», ha detto la madre di Greta Ramelli, secondo quanto ha riferito il sindaco di Gavirate (Varese), che ha avuto un breve colloquio telefonico con la donna.

Non appena ha cominciato a diffondersi la notizia della liberazione, molti amici e conoscenti di Vanessa Marzullo hanno iniziato a scrivere messaggi di gioia sulla sua pagina personale di Facebook. «Finalmente la fine di un incubo. Buon ritorno a casa. Siamo orgogliosi di voi», scrive un amico della giovane. E, ancora: «Spero di sentirti presto»; «Sono felice! Davvero!»; «Evviva! Che brivido di gioia! Non ci credo ancora!». Nel corso dei mesi la bacheca di Vanessa non era comunque mai stata abbandonata da amici e conoscenti, che avevano sempre pubblicato un pensiero per lei. L'ultimo post di Vanessa risaliva al 16 luglio scorso, due settimane prima del rapimento.

Ultimo aggiornamento: 17:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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