Siria, nuovi raid russi. Erdogan: Putin sbaglia. Cameron compra 20 droni Usa

Domenica 4 Ottobre 2015
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L'aviazione russa ha compiuto 20 raid contro l'Isis in Siria nelle ultime 24 ore, distruggendo 10 obiettivi. Lo ha reso noto il portavoce del ministero della Difesa Igor Konashenkov, citato dai media russi. I raid sono stati effettuati nei pressi della città di al-Tabqa, nella provincia di Raqqa, distruggendo tra le altre cose un campo di addestramento ed un deposito di munizioni, ha specificato il portavoce.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato che i raid russi in Siria sono inaccettabili, avvertendo Mosca che corre il rischio di diventare una presenza ostile nella regione. Erdogan, in partenza per la Francia, ha detto che la Russia sta commettendo un «grave errore» e che la Turchia è «triste e turbata» dalle sue azioni.

Intanto il premier britannico David Cameron ha intenzione di comprare dagli Stati Uniti altri 20 droni 'Protector' da usare contro lo Stato islamico in Siria e Iraq. Lo ha rivelato lo stesso primo ministro al «Sunday Telegraph», precisando che la Gran Bretagna «più che raddoppierà la nostra flotta (di droni) per garantire la sicurezza e per darci le informazioni di intelligence e la capacità di colpire le persone che potenzialmente pianificano di attaccarci».

Questi nuovi aerei senza pilota, ha spiegato Cameron, potrebbero essere usati, come «ultima risorsa», per annientare obiettivi considerati una minaccia per la Gran Bretagna, come è avvenuto il 21 agosto scorso, quando in un raid sulla Siria sono stati uccisi tre terroristi, di cui due di nazionalità britannica, che stavano pianificando attacchi. «È la sola cosa giusta da fare se non ci sono altre strade possibili da prendere», ha sottolineato il premier, rispondendo alla domanda sull'ipotesi di colpire di nuovo cittadini britannici. Il costo di un drone Protector è di oltre dieci milioni di sterline, poco meno di 14 milioni di euro.

Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre, 11:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA