Indonesia, otto stranieri fucilati: l'Australia richiama l'ambasciatore

Mercoledì 29 Aprile 2015
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Hanno affrontato il plotone di esecuzione a occhi scoperti, cantando assieme brani ispirati alla fede cristiana, gli otto trafficanti di droga stranieri giustiziati la scorsa notte in Indonesia. Lo hanno rivelato al quotidiano australiano 'The Age' alcuni pastori cristiani che hanno assistito all'esecuzione. Intanto tra Australia e Indonesuia sale la tensione.

«Tutti hanno guardato di fronte a sé, come se tutti avessero accettato il loro destino», ha raccontato padre Charles Burrows, che ha offerto assistenza spirituale al brasiliano Rodrigo Gularte. Secondo testimoni, tutti i detenuti sono morti con un colpo al cuore, sparato dal plotone composto da 12 uomini.

L'ambasciatore australiano in Indonesia sarà richiamato «per consultazioni». Tra i "giustiziati" c'erano due australiani: Andrew Chan e Myuran Sukumaran. Il premier Tony Abbott ha parlato di «esecuzioni crudeli e inutili» e che si è entrati «in un momento buio» nelle relazioni fra i due paesi. «Deploriamo ciò che è stato fatto e questo non può essere semplicemente "business as usual" (tutto come al solito)», ha detto Abbott. «Voglio sottolineare che la relazione fra Australia e Indonesia è molto importante, ma ha sofferto come risultato di ciò che è stato fatto nelle ultime ore», ha aggiunto.

L'Australia non aveva mai preso tale misura quando un suo cittadino è stato messo a morte da un paese straniero, e non aveva mai ritirato un suo ambasciatore in Indonesia.

Ultimo aggiornamento: 1 Maggio, 14:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA