Grecia, Varoufakis si dimette «per favorire l'accordo». Tsakalotos in pole

Lunedì 6 Luglio 2015
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Euclid Tsakalotos è il nuovo ministro delle Finanze greco. Il suo nome, circolato già in mattinata, è ora ufficiale.

Tsakalotos, nato a Rotterdam, è un economista con una formazione a Oxford e insegna all'Università di Atene. Il nuovo ministro arriva dalle file di Syriza, il partito del premier Tsipras dove è anche membro del comitato centrale. Sarà Tsakalotos, quindi, a dover sostituire il dimissionario Varoufakis e a dover gestire la nuova trattativa con i creditori.



Il nuovo ministro delle finanze greco Euclid Tsakalotos aveva già preso il posto di Varoufakis come capo negoziatore con le 'istituzioni' creditrici lo scorso aprile: un PhD a Oxford nel 1989, dove si era anche laureato in politica, filosofia ed economia, un master all'università del Sussex, si presenta, e viene descritto, come l'anti Varoufakis, per lo stile riservato, la trasgressione nel vestiario che non va oltre una sciarpa gialla e nera e il velluto d'ordinanza, i toni moderati (e con leggero accento britannico, anche quando parla greco). Tsakalotos, che ha un profilo più autorevole rispetto a Varoufakis anche dal punto di vista esclusivamente accademico, viene considerato l'autore delle politiche economiche del partito in cui milita da una decina d'anni. Le idee che difende tuttavia non sono molto diverse da quelle del suo predecessore. Autore o coautore di sei diversi saggi, fra cui l'ultimo in ordine di tempo in cui attribuisce la crisi del suo paese non tanto a una crisi economica quanto a una 'crisi di democrazia' dell'eurozona in cui vuole che Atene rimanga. Nato a Rotterdam, cresciuto in Gran Bretagna, dove ha anche frequentato l'esclusiva St Paul school di Londra, è tornato in Grecia con la moglie inglese solo nei primi anni Novanta. Il nuovo ministro ha 55 anni, ha avuto incarichi alle università del Kent e ad Atene, ed è deputato di Syziza dal 2012.



Varoufakis aveva annunciato le sue dimissioni in mattinata con post su Twitter: «Minister No More!». Ha lasciato il suo incarico all'indomani della vittoria del «no» per facilitare l'intesa con i creditori ha spiegato. «Subito dopo l'annuncio dei risultati del referendum - ha scritto Varoufakis su Twitter - sono stato messo al corrente di una certa preferenza da alcuni partecipanti dell'Eurogruppo e 'partner' vari per una mia... 'assenza' dalle loro riunioni. Una ragione che il primo ministro ha giudicato potenzialmente utile per lui trovare un accordo. Per questo lascio oggi il Ministero delle Finanze».​



«Spero di vedervi domani con Euclid Tsakalotos», si era poi profeticamente augurato parlando con i cronisti ad Atene che gli chiedevano chi sarebbe stato il suo successore.



In un post sul suo blog Varoufakis spiega che l'esito del referendum di domenica 5 luglio «resterà nella storia come un momento unico in cui una piccola nazione europea si è ribellata alla stretta del debito». Per questo «considero mio dovere aiutare Alexis Tsipras a sfruttare come ritiene opportuno il capitale che il popolo greco ci ha garantito con il referendum di ieri». L'ex ministro ha poi aggiunto che porterà «addosso con orgoglio il disgusto dei creditori» e ha sottolineato che «noi della sinistra sappiamo fare gioco di squadra, senza interessarci ai privilegi delle cariche», per cui «sosterrò appieno il premier Tsipras, il nuovo ministro delle Finanze e il nostro governo». «Lo sforzo sovrumano per onorare il coraggio del popolo della Grecia e il famoso OXI (NO) che i greci hanno donato ai democratici di tutto il mondo, è solo l'inizio», ha concluso.



Le dimissioni del ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis sono diventate in poche minuti l'argomento più attenzionato del web. A meno di un'ora dall'annuncio, l'hashtag 'minister no more' è tra i trend topics di Twitter e c'è da scommettere che raggiungerà in giornata la prima posizione. Tra i commenti più frequenti chi loda l'atteggiamento democratico del ministro della Finanze nel farsi da parte e chi polemicamente chiede se la cancelliera Angela Merkel avrà il coraggio di mettere sul piatto la testa del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble.



L'identikit. Da icona anti-austerity a mastino di Alexis Tsipras che a poche ore dall'apertura delle urne referendarie aveva attaccato i creditori di Atene, accusandoli addirittura di «terrorismo». Poi ieri sera il discorso in diretta Tv in t-shirt e stamattina le dimissioni annunciate con un semplice tweet. È la parabola di Yanis Varoufakis, il ministro delle Finanze che ha rotto tutti gli schemi. Classe 1961, economista (master Essex e Cambridge), di buona famiglia (il padre era un importante ex manager di Stato), un fratello giudice, che sabato aveva interpretato il ruolo del duro, mostrando la 'faccia ferocè del governo greco. Messo da parte il suo sorriso glamour e accattivante, dalle colonne de 'El Mundò si era lanciato a testa bassa contro i «nemici» di Bruxelles, con toni brutalmente aggressivi. L'ultima bordata prima del voto. «Posso dire che tutto quello che sta accadendo in Grecia in questi giorni - aveva attaccato Varoufakis - lo avevano preparato fin dall'inizio, che già cinque mesi fa era pronto un piano per farla finita con un governo che non accettava di farsi ricattare 'dall'establishment' europeo». La rabbia al posto del glamour. Addio alle foto su Paris Macht, in cui gigioneggiava abbracciato alla sua mondanissima compagna Danae Straton, sulla terrazza della sua casa con vista Partenone. Foto che lo misero in difficoltà anche in patria, decisamente in contrasto con le drammatiche condizioni di vita di tanti dei suoi elettori. E per quelle immagini arrivò a chiedere perfino scusa. In questi mesi, è stato al centro delle interminabili trattative per trovare un'intesa sostenibile sul buco dei conti di Atene. Ma a Bruxelles, ormai da tempo non godeva più di fiducia e grande stima. Tanti negoziatori facevano trapelare la loro insofferenza nei suoi confronti, a differenza di Tsipras che comunque ha sempre mantenuto un contatto, anche umano, con i vertici delle istituzioni Ue.



Il politico più social dell'Eurogruppo. Con oltre 505.000 follower su twitter, Yannis Varoufakis è il politico dell'Eurogruppo più seguito dalla rete. Lo rivela un'analisi de 'ilsocialpolitico.it' che ha analizzato il posizionamento sui principali social network dei 19 componenti dell'eurogruppo e del relativo presidente. Varoufakis nell'ultimo periodo ha puntato molto sulla comunicazione diretta con gli elettori attraverso twitter e si posiziona quindi al primo posto della classifica, distanziando notevolmente i colleghi.

Dopo il ministro greco troviamo il presidente dell'eurogruppo Jeroen Dijsselbloem con 66100 follower. Molto elevata la popolarità del nostro ministro dell'economia, Pier Carlo Padoan, che risulta il terzo membro dell'eurogruppo più seguito su twitter grazie ai suoi 15700 follower.

Stesso risultato dall'analisi delle pagine facebook, anche se il social network fondato da Zuckenberg risulta meno utilizzato dai membri dell'eurogruppo. La maggior parte, infatti, non ha aperto una fanpage ufficiale. Lo stesso Yannis Varoufakis non ha una pagina istituzionale, anche se attorno a lui la curiosità degli utenti è molto alta. Esistono infatti più di 36 pagine dedicati al ministro greco, divise soprattutto tra quelle di sostegno alle sue politiche anti austerity ed altre ironiche ma comunque favorevoli al personaggio. Il totale dei like presi da queste pagine supera abbondantemente i 100mila mi piace.

La maggior parte dei ministri delle finanze europea su facebook ha comunque una pagina creata automaticamente in base agli interessi degli utenti che non permette però alcuna interazione. Tra queste pagine vetrina, la più popolare rimane quella di Varoufakis che ottiene oltre 51.000 mi piace, seguita da quella del ministro tedesco Wolfgang Schäuble, ferma a 4013 mi piace.
Ultimo aggiornamento: 16:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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