Giordania, stop alla moratoria sulla pena di morte: in 11 impiccati per omicidio

Domenica 21 Dicembre 2014
Finisce con 11 impiccagioni in Giordania la moratoria di 8 anni sulla pena di morte. Gli uomini, accusati di omicidio, sono stati privati della vita all'alba in una prigione poco fuori dalla capitale, come annunciato dal portavoce del ministro dell'Interno Ziyad Zoobi. Gli uomini, tutti intorno ai 40 anni, erano stati incarcerati tra il 2005 e il 2006 ma non erano legati in alcun modo ad estremismo politico, hanno fatto sapere le istituzioni. Qualcuno ha chiesto come ultimo desiderio di fumare la classica sigaretta. L'ultima esecuzione in Giordania prima di quelle di questa mattina è datata giugno 2006.



E' stato principalmente Hussein Majali, ministro dell'Interno, a spingere sulla fine della moratoria: «i cittadini hanno la convinzione che l'escalation di crimini sia dovuta alla non applicazione della pena capitale», ha spiegato.



Sul piede di guerra invece gli attivisti per i diritti umani, che incolpano per la proliferazione del crimine i problemi politici ed economici: «Le autorità ripristinano la pena di morte e ignorano i problemi reali - sottolienano - per la Giordania si tratta di un passo indietro».



Tra gli Stati che praticano la pena di morte nel Medio Oriente anche l'Arabia Saudita, dove solo quest'anno si sono contate 83 esecuzioni capitali. Una triste Palma d'oro va invece alla Cina per il maggior numero di esecuzioni nel 2013 secondo l'ultimo rapporto di Amnesty International. Ultimo aggiornamento: 23 Dicembre, 09:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA