Suicida per bullismo sul web, si indaga sul social network "ask.fm": sequestrati 2 telefonini

Giovedì 13 Febbraio 2014
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Un albero in memoria di Nadia, la ragazzina di 14 anni suicidatasi buttandosi dal tetto di un ex albergo a Cittadella: l'hanno piantato stamane davanti alla scuola i compagni di classe della giovanissima. L'albero, così come lo striscione che esposto all'ingresso della scuola frequentata da Nadia, sono i due simboli con i quali gli amici hanno deciso di ricordare la loro compagna. Intanto il pm di Padova Roberto D'Angelo, che ha aperto un fascicolo d'inchiesta sul suicidio, in particolare per le incitazioni ad uccidersi che l'adolescente aveva ricevuto sul social network Ask.fm, ha sequestrato i due cellulari in uso alla ragazzina e un computer.

Sabato si svolgeranno i funerali, alle 15, nella chiesa di Fontaniva (Padova), comune dove la giovane viveva con i genitori e due fratelli.

La polizia postale di Padova sta lavorando per far luce sui contenuti della pagina del social network 'Ask.fm' alla quale era iscritta la ragazza di 14 annidi Cittadella morta dopo essersi gettata nel vuoto, quattro giorni fa, dal tetto di un albergo abbandonato di Padova. Gli agenti hanno infatti avuto, ieri sera, la delega da parte del pm euganeo Roberto D'Angelo, che ha aperto un fascicolo d'indagine 'per atti relativi' sulla morte della ragazzina, a verificare se sulle pagine di 'Ask.fm' ci siano elementi probatori che possono far ipotizzare l'istigazione al suicidio. Un lavoro non facile per gli investigatori anche se non impossibile. «Quello che Ask garantisce è un anonimato nell'iscrizione: basta dare un nome, cognome e indirizzo di posta elettronica e il gioco è fatto». «Ma attenzione - spiega il vice questore aggiunto della polizia postale e delle comunicazioni Alessandra Belardini - è un anonimato solo 'virturale'. Dal 2013 noi abbiamo creato un collegamento tra le polizie italiane e lettone e, dunque, noi della Polizia postale abbiamo un dialogo costante con un ufficiale di collegamento lettone. Tutte le richieste che ci arrivano dal territorio riguardanti Ask vengono quindi girate alla polizia lettone, che ci gira le informazioni che ci servono». In sostanza, i poliziotti italiani non ci metteranno molto ad avere gli indirizzi mail dai quali sono partiti i messaggi d'insulto nei confronti della quattordicenne. Messaggi del tenore di «Ucciditi»

o «Secondo me stai bene sola! Fai schifo come persona» e altri pieni di sbeffeggiamenti e derisioni. Contro i quali, dice ancora il vicequestore, si può solo fare prevenzione. «Chiudere Ask è inutile, visto che il giorno dopo ne aprirebbero altri dieci simili. Dunque bisogna innanzitutto capire che la rete non ingenera odio ma amplifica ogni cosa. Dunque anche un disagio che è prima reale e poi virtuale e che riguarda vittime e cyberbulli». Cosa si può fare allora? «Bisogna lavorare nella scuola, nella famiglia, sono fondamentali. Sono i genitori i primi che devono conoscere e utilizzare gli strumenti che usano i figli, perchè solo così li possono aiutare». Ed inoltre, «non bisogna coprire niente, segnalando alla polizia e ai genitori ogni situazione anomala». Senza dimenticare che, conclude l'esperto della polizia postale, quelle regole di base fondamentali da rispettare sempre: «Tenere il computer che utilizzano i ragazzi in un luogo comune della casa, ad esempio in salotto; dedicare almeno 10-15 minuti al giorno per navigare assieme ai ragazzi; imparare a bloccare le cose indesiderate; mai condividere immagini brutte, propri dati personali e numeri di telefono o indirizzi di casa».

Il ragazzo di Nadia. «Sono ancora il suo fidanzato anche se lei non c'è più fisicamente, è sempre con me». È l'ultimo commento lasciato su ask.fm alle prime ore di oggi dal giovane con cui Nadia, la 14enne che domenica si è suicidata gettandosi nel vuoto da un ex albergo di Cittadella (Padova), avrebbe intrecciato un legame sentimentale. Il giovane ha ricevuto la solidarietà di alcuni utenti del social network ai quali ha risposto: «non è possibile che il mio amore se ne sia andata così, non lo accetto». Con lui, la ragazzina aveva scambiato una serie di messaggi nel fine settimana forse segno di un rapporto che stava attraversando un momento non facile.

Ultimo aggiornamento: 14 Febbraio, 23:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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