Costa Concordia, la Procura: più di 20 anni per Schettino. Lui: «L'inchino non era. per Domnica»

Costa Concordia, la Procura: più di 20 anni per Schettino. Lui: «L'inchino non era. per Domnica»
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Martedì 2 Dicembre 2014, 12:04 - Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre, 14:25

La Procura di Grosseto è intenzionata a chiedere oltre 20 anni di carcere per Francesco Schettino come responsabile del naufragio della Concordia. Lo ha detto a margine dell'udienza di oggi il procuratore Francesco Verusio in una pausa dell'interrogatorio del capitano della Costa Concordia, naufragato con la sua nave nel gennaio del 2012 al largo delle coste dell'isola del Giglio provocando 32 morti. Per i vari reati, Schettino potrebbe essere condannato a circa 22 anni.

L'interrogatorio di Schettino. «L'avvicinamento all'isola favorisce l'aspetto commerciale» anche per questo venne deciso di accostare la Concordia all'isola del Giglio: così una delle prime risposte date da Schettino al pm Alessandro Leopizzi, che ha aperto l'esame dell'imputato partendo da come venne deciso e gestito l'avvicinamento al Giglio deviando dalla rotta formalmente comunicata alla compagnia.

Rotta mutata. A un'altra domanda se Costa fu informata del mutamento di rotta, Schettino ha detto che «nelle varie probabilità la navigazione sotto costa si è sempre effettuata» e «il comandante della nave ha la facoltà di tracciare la rotta ma non ha nessun obbligo di informare l'armatore».

Navigazione turistica. «In questo caso - ha continuato Schettino - non essendo pianificata la navigazione turistica», come potrebbe essere in un golfo magari prevedendo anche una sosta, «ma trattandosi di un'accostata, non ho avvisato nessuno».

Tre piccioni con una fava. Schettino ha anche ricordato che i contatti con il comandante in pensione Mario Palombo, che spesso soggiorna sull'isola, e la richiesta del maitre Antonello Tievoli lo indussero a decidere per l'avvicinamento al Giglio: «Considerato anche l'aspetto commerciale volevo prendere tre piccioni con una fava», cioè fare un piacere a Tievoli, «omaggiare l'isola e Palombo» e dare un valore aggiunto all'aspetto commerciale della crociera.

Passaggio ravvicinato. In precedenza, ha detto Schettino, «un paio di volte ho fatto un passaggio ravvicinato al Giglio», quanto alla rotta ha ammesso di averla approvata e di aver visto la carta nautica su cui era tracciata.

Nessun favore a Domnica. «Non l'ho fatto per fare un favore alla Cemortan»:così Francesco Schettino interrogato come imputato al processo di Grosseto ha negato che il motivo dell'avvicinamento al Giglio fosse per fare colpo sulla hostess e ballerina moldava Domnica Cemortan.

Il maitre. Schettino ha confermato che al momento dell'impatto la moldava era in plancia di comando insieme al maitre Tievoli - a cui Schettino invece volle fare il favore della manovra sotto l'isola -, a Ciro Onorato e altri. In generale, secondo Schettino, nelle crociere può capitare che gruppi di passeggeri siano ospitati in plancia di comando per osservare la navigazione e le operazioni di governo della nave.

Navigazione sottocosta. «Al massimo è ammessa una dozzina di passeggeri per volta» e «mai nelle navigazioni sotto costa», ha spiegato Schettino dicendo di ricordare che la direzione commerciale per queste esperienze faceva pagare 50-60 euro e che è usuale organizzare le visite in plancia nelle crociere in Norvegia dove i passeggeri non escono all'esterno.

Il video. Si vede Francesco Schettino, in giacca e cravatta, presso un punto di imbarco su una scialuppa della Costa Concordia in un video dei vigili del fuoco che la procura di Grosseto ha allegato alle nuove prove messe a disposizione del processo e depositate nei giorni scorsi. Schettino è visibile sul ponte esterno della nave insieme ad alcune persone, marinai e passeggeri.

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