Ruby e il tramonto delle Olgettine. Bonasia: mi aiutano i miei...

Venerdì 14 Novembre 2014 di Renato Pezzini
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MILANO Se, come hanno stabilito i giudici, c'era il «favoreggiamento della prostituzione» c'erano per forza di cose le «prostitute». Che in questi anni sono state definite con eufemismi più o meno folkloristici: olgettine (dal nome del residence in cui albergavano a spese del Cavaliere), escort, ragazze del bunga bunga. Una di loro, la romena Ioana Visan, coniò un'altra formula: «Il clan delle belle gnocche». Modi diversi per dire la stessa cosa che ora il Tribunale dice con linguaggio assai più crudo e crudele: prostitute.






CENE ELEGANTI E FLOWERS

Tutta la storia delle notti di Arcore è imbevuta di eufemismi. I festini erano cene eleganti. I palpeggiamenti gare di burlesque. E poiché parlare esplicitamente di euro risultava poco dignitoso, le frequentatrici del villone prediligevano una definizione più chic: «Silvio ha chiesto ad Aris di fermarsi per la notte e le ha dato novemila flowers». Pare quasi una citazione di De Andrè: dal letame nascono i fiori. E comunque: se le prostitute fanno sesso per i soldi, le olgettine facevano sesso per i flowers. Suona meglio, no?



Aris Espinosa, quella dei novemila per una notte, adesso è senza lavoro. Aveva ricevuto in dono un bel contratto con Mediaset. Avviluppata in abiti leggeri danzava e sorrideva dagli schermi tv in trasmissioni di intrattenimento. Tutto finito. Contratto non rinnovato, marpioni del jet set che non le rispondono più al telefono, agenzie di modelle che le chiudono la porta in faccia. Anche i duemila mensili che, finite le feste, Berlusconi le passava a mo' di risarcimento non arrivano più: «Andrò all'estero».



Destino comune a quello di tante altre, il suo. A riprova del fatto che il risvolto più triste e compassionevole delle notti di Arcore sta proprio nelle biografie delle fanciulle che le allietavano. Le quali, comprensibilmente, hanno sempre rifiutato l'epiteto di prostitute. Per loro quella non era una professione, ma soltanto il primo passo necessario per poi finire sotto i riflettori della tv, approdare nel mondo dello show business, entrare nel giro delle copertine dei rotocalchi e delle cene coi calciatori.



L'ISOLA DEI FAMOSI

Intendiamoci, a qualcuna è andata bene. Nicole Minetti, olgettina della prima ora, ha sì dovuto dire addio alle proprie ambizioni politiche, però seguita a navigare in acque tranquille, fra stilisti che le chiedono di sfilare per loro in bikini e produttori televisivi che la cercano: è pronto per lei un contratto per la prossima edizione dell'Isola dei Famosi (alla faccia della condanna) in cui farà coppia con una star del calibro Rocco Siffredi.



Di Minetti, però, ce ne sono poche. Molte altre non hanno retto alla botta dei processi che le ha disorientate, destabilizzate, messo a nudo le loro fragilità. Le gemelle De Vivo, per esempio, dopo aver campato grazie ai paterni bonifici di Silvio, son dovute tornare a Napoli dove faticano a sbarcare il lunario. Così sostengono. Cinzia Molena era riuscita a mettere il naso in qualche serie tv, ma dopo alcune puntate di Centovetrine «non mi ha più cercata nessuno».



LA FIDANZATINA SEGRETA

Roberta Bonasia, ex infermiera a Nichelino, ebbe persino l'onore di essere spacciata a un certo punto per la fidanzatina segreta del Cavaliere. Tutta colpa di un colloquio (intercettato) fra Mora e Fede: «Silvio è presissimo. Lei ha preso possesso di tutto, pretende tutto...». Ora invece va avanti «grazie all'aiuto che mi danno i miei genitori» e c'è da immaginare con quanto rimpianto assista all'irresistibile ascesa di Francesca Pascale.

Qualcuna, intuendo in tempo utile che i tempi delle vacche grasse si stavano esaurendo, ha riposto le ambizioni da star puntanto a di sistemarsi con qualche aitante sportivo dal portafoglio pieno, un Balotelli o cose così. Maristhell Polanco s'è dovuta accontentare di un giocatore di basket ticinese da cui ha avuto due figli. Barbara Faggioli è andata oltreoceano dove è stata pizzicata con Danilo Gallinari, un altro che vive dignitosamente grazie alla pallacanestro.



IL MISTERO DI RUBY

Infine c'è Ruby Rubacuori, la causa di tutto. Si dice che si sia sistemata per la vita grazie a una sorta di vitalizio di cui beneficerebbe in virtù del suo silenzio. S'è sposata, ha avuto un bambino, veste in modo castigato e sparge lacrime lamentose sostenendo di far perfino fatica a trovare un posto di cameriera. Ma nessuna delle sue ex colleghe le crede. Ultimo aggiornamento: 09:15