Rovereto, violentata mentre è a passeggio con il cane: test del Dna per 70 immigrati

Rovereto, violentata mentre è a passeggio con il cane: test del Dna per 70 immigrati
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Una giovane donna stata violentata nella notte a Rovereto, in Trentino, in strada.

Polizia e carabinieri sono al lavoro per ricostruire in modo preciso i fatti e per arrivare così a identificare il responsabile. ​La donna è italiana e stava portando fuori il cane nei dintorni del centro, quando intorno alle 2 è stata aggredita da una persona di colore, spiegano le forze dell'ordine a proposito di quanto riferito dalla presunta vittima.



Per risalire al colpevole verrà effettuato il test del Dna a tutti i 70 ospiti della struttura di accoglienza per immigrati di Marco di Rovereto. A darne notizia, in una nota, è il presidente della Provincia autonoma di Trento, che afferma: «Esprimiamo innanzitutto vicinanza e solidarietà alla vittima e rimaniamo in attesa dell'esito delle indagini».



In mattinata il questore di Trento Giorgio Iacobone, e il comandante dei carabinieri di Trento, colonnello Maurizio Graziano, si sono recati al centro della protezione civile che ospita gli immigrati, poi è stato convocato al Commissariato del Governo di Trento un Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, a cui ha partecipato anche il presidente Rossi.



A margine dell'incontro il presidente Rossi ha sottolineato come sia necessario, si legge in una nota, che il Governo e il Parlamento si attivino al fine dell'adozione misure che, nel rispetto della dignità e dei diritti delle persone, possano consentire l'esercizio di un maggiore controllo su situazioni delicate come quella dei campi profughi, a tutela dei diritti dei cittadini.



«Se verrà effettivamente confermato il fatto che nei pressi del centro profughi di Marco di Rovereto è stata commessa questa notte una violenza sessuale ai danni di una giovane e sempre se verrà confermato il fatto, in seguito al test del Dna, che la violenza è stata commessa da un ospite della struttura - sempre che l'eventuale responsabile nel frattempo non abbia nel frattempo preso comodamente il volo - potremo allora dire che la misura è definitivamente colma». A dirlo, in una nota, sono un consigliere provinciale trentino del Patt (Partito autonomista trentino tirolese), Lorenzo Baratter, partito di maggioranza del governo provinciale e lo stesso del presidente, e il segretario del Patt di Rovereto, Marco Graziola. «Vogliamo innanzitutto esprimere tutta la nostra solidarietà - proseguono - alla vittima di questo esecrabile fatto: in attesa del completamento delle indagini, come autonomisti vogliamo tuttavia dire con forza che siamo sinceramente stufi che la nostra gente e i nostri territori siano diventati il luogo nel quale aumentano violenze e reati di ogni genere, causati anche e soprattutto dalla presenza sempre più forte di soggetti extracomunitari che approfittando della solidarietà di questo territorio lo stanno ogni giorno di più rendendo invivibile». «A Rovereto da tempo - aggiunge la nota - il Patt denuncia la pericolosità della situazione e sappiamo tuttavia benissimo che questo problema non lo possono risolvere Rovereto e il Trentino. Ma Rovereto e il Trentino, attraverso le proprie istituzioni, devono avere il coraggio, di pretendere - come ha fatto stamane ad esempio il presidente Ugo Rossi - che lo Stato italiano e il suo governo si attivino immediatamente per adottare misure che consentano un maggiore e più serrato controllo sui campi profughi». «Aggiungiamo che il premier Renzi - conclude il partito - si giocherà la sua credibilità alla guida del semestre europeo se sarà in grado di fare comprendere all'Europa che l'Italia non può essere lasciata sola nel momento in cui viene quotidianamente invasa da ondate di profughi provenienti da ogni dove».
Sabato 26 Luglio 2014, 14:49 - Ultimo aggiornamento: 28 Luglio, 09:40
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