L'allarme del Sap: «Cinque poliziotti con la tbc a Catania dopo gli sbarchi»

Sabato 28 Giugno 2014
27
«Cinque poliziotti in servizio a Catania sono risultati positivi al test di Mantoux che attesta la presenza di infezione tubercolare e quindi di Tbc: tutto questo perché il ministero dell'Interno e il dipartimento della Pubblica sicurezza hanno tenuto nascosto, per circa venti giorni, il fatto che durante uno degli sbarchi di immigrati avvenuto i primi di giugno è stata riscontrata la presenza di infezione Tbc in uno degli stranieri». È quanto denuncia il Sap, sindacato autonomo di Polizia, che sta valutando «azioni giudiziarie a tutela del personale in divisa e dei propri iscritti». Spiega il segretario generale del Sap, Gianni Tonelli: «tra maggio e giugno sono sbarcati al porto di Catania circa 2.659 immigrati. Tutti i servizi sono stati effettuati dai poliziotti senza adeguata profilassi preventiva, senza protezione individuale e senza una cabina di regia da parte della prefettura, che nei fatti ha lasciato tutti allo sbando».



E «in uno di questi sbarchi, esattamente quello avvenuto ai primi di giugno, è stata accertata la presenza di un soggetto affetto da Tbc».



La smentita «La positività al test di Mantoux, riscontrata in alcuni casi, non è indice nè di contagio nè di malattia». Lo afferma in una nota il Dipartimento della Pubblica sicurezza in merito alla notizia che quattro agenti impegnati nell' operazione Mare Nostrum sarebbero stati contagiati dalla Tbc. «Il personale della Polizia di Stato, potenzialmente esposto, viene regolarmente sottoposto ai controlli medici stabiliti nel documento della Conferenza Stato Regioni del 1998 e dalle successive linee guida del Ministero della Salute - sottolinea il Dipartimento - La positività al test di Mantoux, riscontrata in alcuni casi, non è indice nè di contagio nè di malattia. Pertanto è assolutamente escluso che i dipendenti, positivi al test, possano contagiare terzi». Nella maggior parte dei casi, sostiene ancora la polizia, «tale positività può farsi risalire ad epoca precedente l'espletamento del servizio, verosimilmente anche in età infantile». «Per l'unico caso in cui, dopo un primo esame negativo, è stata rilevata successivamente la cutipositività - conclude la nota - sono stati effettuati, senza oneri per il personale, accertamenti clinici di secondo livello che hanno sinora escluso la presenza di una malattia in atto». Ultimo aggiornamento: 17:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA