Baby squllo dei Parioli, nel giro spuntano anche gigolò minorenni

Mercoledì 20 Novembre 2013 di Adelaide Pierucci
Altre baby squillo e baby gigol pronti a spostarsi dalla Puglia alla Capitale per vendersi a clienti con il portafogli pieno. È questo il nuovo fronte dello scandalo sulla prostituzione minorile scoperchiato a Roma e che ora rischia di allargarsi a partire dal Sud. Se nella Capitale, infatti, due quindicenni indotte da uno sfruttatore ricevevano i clienti in un appartamento a viale Parioli, in Puglia altri coetanei sarebbero stati convinti a viaggiare per prestazioni a domicilio, in cambio di denaro, regali e persino ricariche telefoniche.



Il computer. A dirlo sarebbero i riscontri effettuati dai carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci, e riguarderebbero principalmente il commercialista Riccardo Sbarra, uno dei sei arrestati, che aveva avuto i primi contatti con Agnese e Angela, proprio via web. Sembra, infatti, che Sbarra non si accontentasse degli incontri con le due adolescenti romane, ma che andasse a caccia anche di altre giovanissime, in qualche caso pure di ragazzini. Dall'analisi dei suoi computer, dei quale aveva cercato di liberarsi lanciandoli dalla finestra al momento dell'arresto, si è scoperto il contatto con un ragazzino che gli investigatori avrebbero individuato in Puglia.



Gli sms. I due si sarebbero scambiati numerosi sms dal tono esplicito. Scrive il minorenne: «Ti sei preso tutte le mie foto, tutti i miei dati...mica mi prendi in giro? Poiché vai a mangiare all'Hilton e quindi sei ricco mi faresti almeno una ricarica?». E il commercialista: «Non ti prendo in giro, mi piaci, e hai amichette giovani, quindi non ti perderei». L'adolescente sembra non abboccare: «Hai bidonato me e la mia amica che tra l'altro si era fatta le foto soltanto per te e ha solo 17 anni». Sbarra insiste: «Hai rimorchiato ragazzine ieri!?... La ricarica? Come promesso tutto fatto».

Nel frattempo i sei arrestati della vicenda, compreso Sbarra e la madre di una delle due ragazzine romane, restano in carcere. Mentre gli avvocati di Mirko Ieni e Marco Galluzzo hanno preparato l’istanza al Tribunale del riesame per l’arresto legato allo spaccio di droga. A breve, poi, il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il pubblico ministero Cristiana Macchiusi potrebbero chiedere il giudizio immediato per gli indagati. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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